Hammer time

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Stravince Hamilton con malizia e aiuto Pirelli. Se ieri eravamo incerti se attribuire la super pole position della Mercedes ai meriti del nuovo motore 2.1 o alle gomme "Stoccarda Edition" portate da Pirelli, oggi la verità è venuta a galla ...

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Se ieri eravamo incerti se attribuire la super pole position della Mercedes ai meriti del nuovo motore “2.1” o alle gomme “Stoccarda Edition” portate da Pirelli, oggi la verità è venuta a galla: certo, la power unit aggiornata ha fornito, come negli anni passati, quel boost di potenza che ha permesso al campione in carica di gestire i momenti più difficili della gara (i primi giri dopo la partenza, quelli immediatamente successivi alla sosta di Verstappen e quelli dopo il rientro ai box), ma la maggior competitività della Mercedes va ricercata proprio nelle coperture ad hoc che le hanno permesso di fare quasi tutta la gara con la mescola rossa senza che ci fosse alcun decadimento nelle prestazioni.

La stessa cosa non è accaduta agli altri ed in particolare a chi, usando addirittura le gomme più dure, non è riuscito a fare che qualche tornata in più di Hamilton, rimanendo per di più vittima di un evidente degrado. La storia era già scritta, e poco sarebbe cambiato se alla prima curva Vettel, preso a sandwich tra le due frecce d’argento, avesse evitato il contatto. Anzi, forse per la Ferrari va meglio così visto che il povero Bottas è finito dietro alle due Rosse, cosa che non sarebbe certo accaduta in una gara priva di sorprese. La filosofia della Pirelli continua a lasciarci esterrefatti e anche oggi si può dire che, al netto degli innegabili meriti di Hamilton (che avrebbe comunque meritato il successo per come ha guidato), i valori in pista siano stati clamorosamente falsati da delle gomme che funzionano solo su una macchina.


Lewis (10 e lode) è stato impeccabile: un campione ritrovato che ha dominato come lui sa fare, controllando gli avversari e non rischiando praticamente nulla. Malizioso quanto basta alla prima curva, si è trovato poi la strada spianata e ha portato a casa un successo che gli permette di riprendere il comando della classifica. Il successo non è mai stato messo in discussione, e lui ha certificato la propria superiorità senza commettere nemmeno una sbavatura.

Ancora molto bene Verstappen (9): quando si tiene lontano dai guai riesce sempre a centrare risultati degni di nota, e la piazza d’onore è un risultato superiore alle reali potenzialità della Red Bull.

Chiude il podio Kimi Raikkonen (7): al via si è trovato in mezzo alle lamiere ed è stato superato persino da Leclerc, ma con la sua solita flemma è riuscito quantomeno a salvare la faccia. La fortuna questa volta è stata dalla sua perché il podio è arrivato solo per gli evidenti problemi di Ricciardo (8), che in ogni caso non ha sfigurato nel confronto col compagno di squadra disponendo di un motore più vecchio.

Ancora una volta cervellotica la strategia di Maranello (voto 2) che lo ha fatto fermare per ultimo pur avendo le gomme più morbide di tutti.

La colpa del contatto tra Vettel (5) e Bottas (5) è stata, secondo noi giustamente, imputata al ferrarista (poi aiutato nella rimonta dalle performance della macchina), e sarebbe opportuno che lo stesso metro di valutazione venisse applicato in futuro anche ad altri episodi, visto che in passato incidenti ben più clamorosi sono stati derubricati a contatti di gara. Il tedesco ha perso alcuni punti, ma nel complesso non può disperarsi, perché l’obbiettivo massimo a cui poteva ambire oggi era il gradino più basso del podio.

Nella domenica degli altri plaudiamo a Kevin Magnussen (8), bravo a portare la Haas in sesta posizione; benino le Renault (7), che nel GP di casa sono finite nella top ten; peccato invece per Leclerc (7) che, senza quella sbavatura, poteva probabilmente chiudere ottavo.

La maglia nera va indossata ex aequo da due storiche scuderie cadute in disgrazia: McLaren e Williams (voto 1), che negli anni Novanta lottavano per la conquista del campionato del mondo, oggi fanno a sportellate per non arrivare ultime.

Tra una settimana si corre in Austria, poi si volerà in Inghilterra per l’ultima gara con le Pirelli 0.4: si tratta di due Gran Premi decisivi in cui la Mercedes dovrà fare bottino pieno in vista di una seconda metà di stagione che vede diversi circuiti favorevoli alla Ferrari.

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