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Indignazione? Ribrezzo? Schifo? No, solo una certezza: con questi piloti la Ferrari non vincerà mai

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Indignazione? Ribrezzo? Schifo? No, solo una certezza: con questi piloti la Ferrari non vincerà mai

Onore a Lewis Hamilton (10 e lode), vincitore a Monza e umiliatore definitivo della Ferrari. Un altro miracolo del campione in carica gli ha permesso di ottenere il quinto successo in Italia, di distanziare Vettel di 29 punti e di mettere le zampone sul quinto, e a questo punto meritatissimo, titolo mondiale.

Un pilota che, come scrivevamo in occasione del GP d’Ungheria, è all’apice della propria carriera: bravo non solo a spremere la Mercedes come un limone (imbarazzante il confronto in qualifica col compagno di squadra), ma anche a stuzzicare Sebastian Vettel nei suoi punti più deboli, nel mandarlo in bestia come i ragazzini più grandi riescono a fare con quelli più piccoli.


La gara sul tracciato brianzolo si è decisa molto banalmente alla famigerata variante della Roggia, teatro di storici duelli. Hamilton è riuscito a superare la Ferrari numero 5, verosimilmente ostacolata dalla gemella di Raikkonen, lasciando al tedesco tutta la strada possibile per evitare il contatto. Una manovra da campione al cui cospetto evidentemente Vettel (1) non è stato all’altezza: nel maldestro tentativo di tenere davanti il muso, è finito in testacoda rovinando anche la vettura e mandando a rotoli l’ennesimo GP.

Non sono ammissibili orrori del genere se si vuol puntare al titolo iridato, soprattutto dopo aver gettato all’aria decine di punti nei mesi precedenti. Che il week-end di “Seb” fosse iniziato col piede storto era evidente: dall’incidente in Darsena a quello in parabolica, per non parlare del giro veloce “sporco” che gli aveva tolto la gioia della pole position. Di fronte a tutto questo avrebbe fatto bene ad accettare il verdetto e a rimettersi negli scarichi del rivale, visto che la gara era ancora tutta da scrivere e la Ferrari, anche nell’ultima roccaforte della casa di Stoccarda (5 vittorie negli ultimi 5 anni), aveva dimostrato di essere la macchina da battere.

Invece ha sbagliato ancora una volta, l’ennesima, compromettendo terribilmente la rincorsa ad un titolo che non è più stato in grado di agguantare da quando è smontato dall’astronave disegnata da Newey. Mancano 7 gare, ma in realtà ad Hamilton una in meno, visto che il vantaggio accumulato gli consentirebbe di guardare comodamente l’ultimo Gran Premio seduto dalla poltrona di casa. Uno scenario assolutamente inconcepibile con una monoposto come la Ferrari 2018, che senza dubbio Hamilton avrebbe portato a ben altri traguardi.

L’altro episodio increscioso della domenica è stato quello che ha visto protagonista ancora una volta “maggiordomo” Bottas (7). Molti osservatori obbietteranno che anche la Ferrari, da tempi non sospetti, ha riservato trattamenti simili alla seconda guida, ma c’è una sottile differenza: mentre ad Irvine, Barrichello, lo stesso Raikkonen, a Maranello hanno chiesto di farsi da parte, dalle parti di Stoccarda la parola d’ordine è “ostacola l’avversario”.

Il fine giustifica i mezzi ed inoltre non si può non constatare che il finnico è comunque riuscito a chiudere in terza posizione (che rappresentava il suo obbiettivo massimo per oggi). A noi questo comportamento non lascia più di tanto scandalizzati: in passato tecniche simili sono state adottate anche in altre categorie (ne sa qualcosa Alessandro Nannini) e questo è il modus operandi della Stella a Tre Punte. Vorremmo solo umilmente consigliare a Toto e ai geniacci della comunicazione Mercedes di smettere di ricoprirsi di ridicolo con interviste e dichiarazioni che hanno il solo obbiettivo di offendere l’intelligenza di chi li legge.

Che dire di Raikkonen (9)? Ottimo fine settimana. Ha fatto quello che ha potuto stretto nella morsa delle 2 Mercedes, ma ha dovuto vedersela con un degrado esagerato delle gomme gialle (come sempre complimenti Pirelli) che di per sé non sarebbe nemmeno stato letale se non avesse perso mezzo secolo dietro al connazionale. Del resto quando devi vedertela da solo contro due il risultato è quasi sempre scontato.

Non sappiamo se Kimi continuerà ad essere un pilota della Ferrari anche nel 2019: siamo dell’opinione che i suoi anni migliori siano già passati, al netto di qualche Gran Premio dove sfodera prestazioni assolutamente all’altezza (come nel caso odierno). In ogni caso serve qualcuno che metta davvero sulla graticola Vettel, come ha ben fatto Ricciardo nel 2014: solo in questo modo la squadra di Modena può sperare di tornare alla vittoria, altrimenti in mano allo stregone di Stevenage, e in questo compito Kimi non sembra essere adatto. Di nomi ce ne sono tanti, forse il più accreditato è quello del promettente Leclerc: ma il migliore di tutti, così forte che nessuno lo vuole, ha salutato la sua gente per l’ultima volta con un ritiro ai box…

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