La Ferrari pronta a lasciare la F1 in caso di ulteriori tagli al budget cup

La Ferrari pronta a lasciare la F1 in caso di ulteriori tagli al budget cup

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La Ferrari non accetterà ulteriori riduzioni nel piano di contenimento dei costi legati alla Formula 1.

Durante questa settimana continueranno i colloqui tra i team, la FIA e Liberty Media per abbassare il budget cup che entrerà in vigore l'anno prossimo, ma Binotto ha chiarito che la Ferrari non accetterà ulteriori drastici cambiamenti.

La cifra originale di 175 milioni di dollari, fissata prima della pandemia del coronavirus, era stata considerata "troppo alta" e, con il consenso di tutte le parti in gioco, era stata rivista a 150 milioni di dollari. In seguito però alcune scuderie hanno chiesto riduzioni più drastiche, 145 milioni di dollari l'anno prossimo, per poi scendere a 130 milioni di dollari per il 2022, ma per i team più grandi questo potrebbe essere un problema perché li costringerà a effettuare tagli di posti di lavoro su larga scala.


Tra queste si è espressa chiaramente la Ferrari tramite Binotto, intervistato dal quotidiano britannico The Guardian:

"Il livello di 145 milioni di dollari è già una richiesta nuova e impegnativa rispetto a quanto stabilito lo scorso giugno. Non può essere raggiunto senza ulteriori significativi sacrifici, soprattutto in termini di risorse umane. Se si dovesse scendere ancora più in basso, non vorremmo essere messi nella condizione di dover cercare altre opzioni per dispiegare il nostro DNA agonistico".

La Ferrari ha proposto una soluzione a due livelli, in cui i team costruttori, o quelli che forniscono ai team clienti alcune parti di ricambio per le monoposto, possono spendere di più rispetto alle altre scuderie. Si tratta di un'idea che però non ha ottenuto consenso unanime, la McLaren ad esempio è attualmente rigida in una posizione opposta che prevede un limite di budget di soli 100 milioni di dollari per tutti. Andreas Seidl, team principal McLaren, sull'argomento ha dichiarato: "E' importante considerare i costi di sviluppo che hanno i team che vendono parti ad altri team, ma penso che questo sia qualcosa che è comunque stato considerato nel regolamento. Quindi non vedo alcuna ragione per cui abbiamo bisogno di budget cup differenti".

Di contro Binotto ritiene che un'idea per aiutare i team più piccoli sia quella di aiutare i team più grandi a fornire le monoposto ai clienti ed anche la Red Bull è favorevole a questa idea.

"Se l'emergenza attuale mettesse davvero in dubbio l'esistenza di alcuni dei team concorrenti in questo sport e si rendesse necessaria una revisione di alcuni concetti fondamentali dello sport stesso la Ferrari sarebbe disponibile ad un confronto. Non è nemmeno un sacrilegio, visto che è già successo in F1 e succede oggi in serie come la MotoGP. Non è semplice e corretto apportare modifiche strutturali semplicemente tagliando i costi in modo lineare. Siamo ben consapevoli che la F1 e il mondo intero in questo momento sta attraversando un momento particolarmente difficile a causa della pandemia di Covid-19. Tuttavia questo non è il momento di reagire in fretta, perché c'è il rischio di prendere decisioni a monte di questa emergenza senza valutare chiaramente tutte le conseguenze".


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