Gp Belgio: Hamilton festeggia sulle ceneri di una disastrosa Ferrari

Gp Belgio: Hamilton festeggia sulle ceneri di una disastrosa Ferrari

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Gp Belgio: Hamilton festeggia sulle ceneri di una disastrosa Ferrari

Una vittoria, l’ennesima di una scintillante carriera. Lewis Hamilton domina nel gran premio del Belgio e si porta a sole due vittorie dal record storico di Michael Schumacher. Poco da aggiungere su un’altra gara perfetta del campione britannico che conduce la sua Mercedes in testa dall’inizio alla fine. Il resto del podio è storia nota con Bottas e Verstappen a dividersi le briciole lasciate dal “cannibale” in vetta. Un gran premio che certifica anche la grande prestazione di Ricciardo che merita un plauso non solo per la grande gara ma anche per la gestione dell’intero weekend. La gara di Spa va in archivio ma verrà ricordata per molto tempo anche nella memoria dei tifosi Ferrari. Gli ultimi tre giorni hanno rappresentato una pesante e storica umiliazione che difficilmente potrà essere cancellata. I risultati di Vettel e Leclerc sono al limite dell’imbarazzante in un momento storico nel quale si continua a raschiare il fondo. Arrivare nelle ultime posizioni della classifica al termine di questo gran premio, getta nello sconforto tutto l’ambiente in vista dei prossimi due weekend. Dalla prossima settimana, infatti, si torna in Italia e l’auspicio resta quello di non alzare ancor di più l’asticella del grado di umiliazione.


La Gara

Dopo le alte temperature degli scorsi weekend, un cielo nuvoloso fa da cornice alla settima tappa di questo mondiale 2020. La prima novità arriva da casa McLaren costretta ad alzare bandiera bianca per uno dei suoi piloti: nel giro di formazione, infatti, Carlos Sainz rileva un problema allo scarico della sua monoposto ed è costretto al ritiro. Spostandoci in griglia, sono le Mercedes a partire ancora una volta in prima fila con un Lewis Hamilton da record nelle qualifiche del sabato. Dietro di loro, pronti a dare battaglia, si piazzano Verstappen ed un performante Ricciardo. Lontanissime le Ferrari che, dopo le disastrose qualifiche, si ritrovano costrette ad una gara di sofferenza e rimonta. La risposta delle rosse arriva fin dall’avvio: un caparbio Leclerc, in appena un giro e mezzo, conquista ben cinque posizioni passando dalla 13esima all’ottava. In testa, invece, le Mercedes sfruttano tutta la loro potenza e scappano via resistendo all’attacco di Verstappen che paga il gap di velocità. L’inizio di gara mette in luce un passo gara devastante della Mercedes sulla concorrenza: Hamilton e Bottas si sfidano a colpi di giri veloci. La brutta notizia, invece, arriva da Charles Leclerc che dopo un super inizio comincia a girare lentissimo lamentando problemi alla sua monoposto. Il giovane monegasco vanifica i sorpassi iniziali girando oltre l’1’54, mentre Vettel si mantiene in 13esima posizione. Giunti al decimo giro, fa discutere un team radio un po’ ambiguo in casa Mercedes: viene autorizzato Hamilton a spingere mentre Bottas no. Il finlandese rimane molto perplesso dalla scelta del suo team. Una strategia che viene frenata bruscamente da un brutto incidente che coinvolge Giovinazzi e Russell: fortunatamente entrambi i piloti scendono da soli dalle loro monoposto. La bandiera gialla e gli interventi per liberare la pista dai detriti permettono ai piloti di effettuare la loro prima sosta ai box. Solo al quindicesimo giro, il regime di safety car lascia il via libera alla ripresa regolare della gara con le Mercedes davanti a Verstappen e le Ferrari relegate in fondo. Nel giro di ripartenza, il campione britannico fa segnare il giro veloce in 1’48”325 lamentando addirittura di perdere potenza nel team radio. La domenica horror in casa Ferrari prosegue con la comunicazione ufficiale di investigazione nei confronti di Leclerc per aver girato troppo lentamente nei passaggi pre griglia. A metà gara Hamilton stabilisce un nuovo record diventando il pilota con più chilometri in testa nella storia: il britannico supera il record di Schumacher (24.144 km in testa). Nel frattempo, Leclerc termina in ultima posizione dopo aver effettuato un secondo pit stop non condiviso in team radio dal pilota. Entrando nel trentesimo giro, Bottas prova ad alzare i ritmi per avvicinarsi ad Hamilton ma i primi tre restano saldi nelle loro posizioni con distacchi importanti. A dieci giri dalla fine, i team valutano le vibrazioni sulle vetture dei propri piloti: aumentano le preoccupazioni per evitare di non concludere la gara. Alla monotonia delle prime posizioni si contrappone un’ultima parte di gara molto combattuta per entrare in zona punti: sfida a tre tra Perez, Gasly e Kvyat. Gli ultimi cinque giri sono di pura accademia, nonostante qualche preoccupazione in casa Mercedes per il pericolo foratura come successo a Silverstone. Lewis Hamilton trionfa nel gran premio del Belgio dominando dalla partenza sino alla bandiera a scacchi. Dietro i lui completano il podio Bottas ed un mai domo Verstappen. La menzione d’onore va a Ricciardo, in quarta posizione, autore di un grande weekend. Malissimo, invece, le Ferrari che scrivono alcune tra le pagine più umilianti della storia del team di Maranello. Vettel chiude in 13esima posizione davanti al compagno di squadra Leclerc.



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