
Il 15 ottobre 1983 nasce a San Paolo Bruno Senna, nipote del compianto Ayrton. Cresciuto nell’ombra di un mito, ha dovuto convivere con un cognome che in Formula 1 pesa come pochi altri. Dopo una lunga gavetta interrotta tragicamente dall’incidente dello zio nel 1994, Bruno tornò a correre solo anni dopo, fino a debuttare in F1 nel 2010 con la HRT, poi Renault e Williams.
Pur senza risultati di rilievo, ha lasciato il segno per eleganza e tenacia, portando con sé un tratto raro: la consapevolezza di non essere Ayrton, ma di voler onorare quel nome con dignità e misura.
La seconda parte della sua carriera lo consacrò davvero, però, lontano dai riflettori della F1. Nel WEC 2017 vinse il titolo LMP2 con Rebellion, dimostrando che il talento Senna non era confinato a un solo uomo.
Oggi Bruno è un ambasciatore di motorsport pulito, tecnico e rispettoso, che vive nel ricordo dello zio senza esserne prigioniero.
Come disse una volta: «Portare questo nome è una responsabilità, ma anche un dono. Ayrton mi ha insegnato che la velocità senza valori non vale nulla».