
Il 18 ottobre 2009, sul circuito di Interlagos, Jenson Button chiude al quinto posto il Gran Premio del Brasile e diventa campione del mondo di Formula 1 al volante della Brawn GP. una squadra nata letteralmente dalle ceneri della Honda, con pochi mesi di vita e un budget ridicolo rispetto ai colossi del paddock.
Dietro quel successo, però, non c’era fortuna: c’era ingegno puro. Ross Brawn e il suo team avevano trovato un varco nel regolamento, progettando il celebre doppio diffusore, un’interpretazione audace delle norme aerodinamiche che garantiva deportanza gratuita e un vantaggio di oltre mezzo secondo al giro.
Per settimane le squadre rivali gridarono allo scandalo, ma la FIA confermò la legalità della soluzione: il resto è storia. Con un motore Mercedes affidabile e una monoposto perfettamente bilanciata, la Brawn dominò la prima metà del campionato, poi resistette al ritorno di Red Bull e Button chiuse i conti in Brasile.
Fu l’ultimo trionfo dell’era “romantica” della Formula 1: una piccola squadra indipendente, un’idea geniale, e un mondiale conquistato sull’orlo del regolamento.