2016

Nico Rosberg campione del mondo - GP Abu Dhabi

Nico Rosberg taglia il traguardo da campione del mondo, dietro a Hamilton e davanti a Vettel, in un finale diventato immediatamente iconico: Lewis che rallenta apposta per compattare il gruppo, Vettel che arriva come una furia in rimonta, Toto Wolff che urla via radio.

E in mezzo, Nico, che deve solo resistere. Solo.

Eppure è forse uno dei giri più difficili della sua vita: la tensione lo divora, il volante pesa più del solito, il respiro sembra corto. Lo dirà lui stesso: quella gara lo aveva “svuotato completamente”.

Pochi giorni dopo, il mondo scoprirà la notizia che nessuno si aspettava: Rosberg si ritira. A 31 anni, da campione in carica. Una scelta che spiazza il paddock e gli stessi uomini Mercedes. Ma per Nico era l’unica strada.

Nel comunicato che accompagna il ritiro, usa parole che oggi suonano quasi intime:

Ho scalato la mia montagna. Sono arrivato in cima. Ora la mia emozione più forte è la gratitudine.”

E ancora:

Ho inseguito questo sogno per 25 anni. È stato un percorso durissimo. Quando ho vinto a Suzuka ho sentito che quel Mondiale era finalmente possibile. Ho dato tutto quello che avevo.”

La serata di Abu Dhabi, racconta, è stata la conferma:

Dopo quella gara ero prosciugato. Sapevo che non potevo ripetere una stagione del genere. Non avevo più energie da dare.

Il ritiro non è una fuga, né un capriccio: è la presa di coscienza di un uomo che ha raggiunto il proprio obiettivo e che sceglie di proteggere ciò che è più importante: la sua vita, la sua famiglia, la sua serenità.

Quel Mondiale, conquistato contro il compagno più ingombrante e più forte dell’epoca, è stato il suo Everest. Una storia di perseveranza, ossessione, ferite interiori e riscatto.

Nico Rosberg non ha lasciato la F1 da campione: l’ha lasciata perché era diventato campione.




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