2017

L''ultima di Felipe Massa

26 novembre 2017, Abu Dhabi. Felipe Massa completa la sua ultima gara in Formula 1. Il risultato conta poco: ciò che resta è l’uomo che quel giorno il paddock accompagna verso l’uscita, con un rispetto raro.

Massa è stato uno di quei piloti che non hanno mai avuto bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. Gentile, educato, profondamente umano: in un ambiente spesso dominato da egocentrismi e distanze, lui ha sempre scelto la via semplice, quella del sorriso, della mano sulle spalle, dell’attenzione per chiunque gli fosse accanto.

Ha lasciato tracce ovunque. Nei meccanici che lo hanno amato per la sua gratitudine quotidiana. Negli avversari che lo hanno sempre considerato leale prima ancora che veloce. Nel pubblico, che in Felipe vedeva qualcosa di familiare: un pilota vero, ma soprattutto un uomo trasparente.

È lo stesso uomo che, nel 2008, visse il più crudele degli epiloghi mondiali — un accenno appena, ma sufficiente a ricordare la dignità con cui si presentò sul podio di Interlagos, asciutto e composto, mentre un Paese intero piangeva con lui. Anni dopo scoprì che quel mondiale poteva vincerlo se non ci fosse stato l'insabbiamento di FIA e FOM ed ora in tribunale sta guidando e per ora vincendo la sua battaglia.

Dopo 272 GP (269 partenze), 11 vittorie, 41 podi e 16 pole, Massa lascia un segno che va oltre ogni numero. Le sue ultime parole (“Non ho più lacrime… devo ringraziare tutti voi”) non sono retorica: sono la sintesi perfetta di ciò che è stato.

Felipe ha sempre detto di sentirsi fortunato. Eppure, guardando la sua storia, è chiaro che la fortuna l’abbiamo avuta noi: quella di condividere il viaggio con uno dei piloti più gentili e veri che questo sport abbia avuto.




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