1905

Louis Rosier

Il 5 novembre 1905 nasceva Louis Rosier, uno di quei pionieri che hanno scritto le prime pagine della Formula 1 con coraggio, ingegno e spirito d’artigiano. Francese di Chapdes-Beaufort, Rosier fu pilota e costruttore insieme, team manager e imprenditore, in anni in cui il confine tra officina e circuito era sottile come un filo d’olio.

Dopo la guerra, riportò in pista la Talbot-Lago T26, vettura che preparava personalmente, con cui sfidò i colossi Alfa Romeo, Ferrari e Maserati nelle prime stagioni del neonato Mondiale di Formula 1. Non vinceva spesso, ma incarnava la passione pura di chi correva per costruire, e costruiva per correre.

Nel 1950 firmò un’impresa leggendaria: vinse la 24 Ore di Le Mans insieme al figlio Jean-Louis, percorrendo da solo quasi 23 ore di gara. Un atto di resistenza e di amore per l’automobile che dice molto del suo carattere: silenzioso, metodico, instancabile.

Morì nel 1956, dopo un incidente a Montlhéry, lasciando dietro di sé la sua scuderia, “Écurie Rosier”, e una generazione di piloti che lo consideravano un riferimento morale e tecnico.

Oggi il suo nome sopravvive nelle curve dei ricordi, tra i ruggiti dei motori Talbot e l’odore di benzina d’altri tempi — quelli in cui la Formula 1 era ancora una sfida di uomini e officine, più che di sponsor e algoritmi.




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