
Stratford-upon-Avon, dove evidentemente nascono i geni di ogni epoca. Lì era nato William Shakespeare, e lì è nato anche Adrian Newey.
Ingegnere, forse per curriculum accademico. In realtà artista del vento. Una definizione che gli calza addosso, soprattutto pensando al fatto che ancora oggi disegna prima di tutto a mano libera, con la matita. Un uomo del Rinascimento.
Perché uomo del Rinascimento? Perché ha sempre risposto con soluzioni non solo efficaci, ma anche eleganti, a problematiche via via più complesse, in oltre quattro decenni di Formula 1.
La Williams cannibalesca e dominante degli anni Novanta, sofisticatissima.
La McLaren di Mika Häkkinen, una vettura pressoché perfetta per la sua epoca, capace di competere contro una delle migliori Ferrari di sempre.
E poi l’era Red Bull: prima quella di Sebastian Vettel, poi quella di Max Verstappen. Lui c’è sempre stato.
Con l’intuizione del genio, certo. Ma anche con il rigore concettuale e con l’applicazione delle sue idee ai regolamenti, che ha sempre trovato il modo di cavalcare, non di subire. Le sue monoposto hanno saputo adattarsi con la flessibilità del giunco.
Viene in mente un antico proverbio siciliano: calati giunco che passa la piena.
Le monoposto pensate e realizzate da Newey hanno sempre avuto questa capacità: piegarsi davanti alle forzature regolamentari senza spezzarsi. Una flessibilità che richiama l’abbozzo a matita, l’uomo vitruviano, l’equilibrio tra arte e ingegneria.
Stiamo parlando di uno dei grandi geni del secolo scorso e di questo, a cavallo tra il Novecento e il nuovo millennio. Non soltanto di un personaggio celebre del motorsport, ma di un’eccellenza ingegneristica in senso assoluto.
A 67 anni, relativamente giovane, Newey ha inevitabilmente frequentato ambienti di potere. Ma è stato così geniale, e i suoi risultati così indiscutibili, da potersi permettere la libertà più grande: non andare a braccetto con il potere.
Perché i suoi risultati sono sempre stati sopra il potere stesso. E sopra quella politica che, in Formula 1, sappiamo quanto sia impattante.