
Chi l’ha detto che si debba sempre cominciare dall’inizio.
Per ricordare Michele Alboreto, nato il 23 dicembre, si può partire da un sorriso: garbato, aperto, mai forzato. Un sorriso che diceva molto di più di mille proclami. Alboreto è stato questo prima ancora che un pilota: un signore dell’automobilismo, dentro e fuori dall’abitacolo.
Ricci neri, volto mediterraneo, modi gentili da milanese della piccola borghesia, lontano anni luce dalla spocchia di chi confondeva il talento con l’arroganza. Michele correva perché doveva farlo. Non per capriccio, ma per necessità. Per lui non c’erano seconde possibilità: c’era solo una scommessa da vincere, puntando tutto su ciò che aveva davvero, il talento.
Dalla Formula Monza alla Formula 3 europea, conquistata nel 1980, Alboreto cresce senza rumore, ringraziando chi lo aiuta ma soprattutto sé stesso, la propria ostinazione. È un pilota completo, capace di adattarsi a tutto: monoposto, prototipi, gare di durata. Cesare Fiorio lo capisce subito, così come chi sa riconoscere la combinazione più rara: prestazione e affidabilità.
Il passaporto per la Formula 1 arriva quasi in punta di piedi. Imola 1981 è l’esordio. Imola 1982 è il podio più silenzioso e più pesante della storia, in un giorno segnato per sempre. Poi le vittorie: Las Vegas, Detroit. E soprattutto le parole di Enzo Ferrari, che raramente si sbagliava: Alboreto era da titolo, con una macchina all’altezza.
Nel 1985 Michele ci va vicino davvero. Lotta per il Mondiale con la Ferrari, non sbaglia nulla. A tradirlo è la tecnica, non lui. Quell’occasione non tornerà più, ma non cancella ciò che resta: la dignità, lo stile, il rispetto del paddock. E una carriera che troverà nuova grandezza nelle gare di durata, fino alla 24 Ore di Le Mans vinta nel 1997.
Quel sorriso discreto, però, si spegne troppo presto. Michele Alboreto muore il 25 aprile 2001, durante un test privato all’Lausitzring, in Germania, al volante di un’Audi R8.
Alboreto meritava di essere ricordato così: concentrato, con la tuta che amava e un sorriso appena accennato prima che il motore prenda vita.
Il 23 dicembre nasceva un pilota. Un gentiluomo.
Buon Natale, Michele.