1965

Auguri a Stefano Domenicali

Per raccontare chi è Stefano Domenicali, c’è un’espressione che funziona meglio di altre: Stefano è figlio della Formula 1, ci è letteralmente cresciuto dentro. Nato a Imola l’11 maggio 1965, a pochi passi dall’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, da ragazzo passava i weekend tra paddock e sala stampa, respirando quell’atmosfera che per molti era un sogno e che per lui sarebbe diventata una vita intera.

La sua storia in Ferrari inizia nel 1991, lontano dai riflettori. Amministrazione, organizzazione, gestione sportiva. Un percorso costruito gradino dopo gradino, senza scorciatoie. E forse è proprio questo che rende interessante la storia di Domenicali: non il personaggio da copertina, ma il dirigente cresciuto dentro il sistema, capace di attraversare tutte le sue stanze.

Negli anni dell’era Schumacher è uno degli uomini chiave della Gestione Sportiva Ferrari. Vive dall’interno il periodo più dominante della storia moderna della Scuderia, quello delle vittorie costruite con metodo e disciplina e una struttura quasi militare guidata da Jean Todt, Ross Brawn e Rory Byrne.

Quando nel 2008 eredita il ruolo di Team Principal, raccoglie un’eredità molto complicata. Vince subito il Mondiale Costruttori, l’ultimo della Ferrari fino a oggi, ma soprattutto prova a guidare Maranello in un’epoca molto diversa: meno certezze, più politica, più instabilità tecnica e sportiva. Gli anni con Alonso raccontano bene anche il suo stile umano: composto, raramente sopra le righe, spesso pronto a proteggere il gruppo persino nei momenti peggiori.

Poi Audi, Lamborghini, e infine il ritorno al centro della Formula 1 come CEO dal 2021. In un paddock sempre più orientato allo spettacolo e al business globale, #Domenicali cerca di essere una figura di equilibrio tra tradizione e trasformazione, anche se deve accettare soprattutto la seconda. Ha guidato la crescita commerciale della categoria senza smettere di parlare la lingua di chi la Formula 1 l’ha vissuta davvero, dai box e dai circuiti, considerandola sempre e ostinatamente, semplicemente casa.

Daniele Muscarella per formula1.it 




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