
Il 9 agosto 1987, all’Hungaroring, Nigel Mansell stava scrivendo un capolavoro. Partito deciso, aveva tenuto a bada Nelson Piquet e Ayrton Senna, gestendo ogni fase di gara con la sua tipica aggressività controllata. Sembrava fatta: il Leone d’Inghilterra si avviava verso una vittoria pesante nella corsa al titolo.
Poi, il dramma (sportivo): a sei giri dalla fine, la sua Williams cominciò a sbandare. Il dado della ruota posteriore destra si era allentato. Fine della corsa. Piquet, compagno e rivale, passò e vinse, consolidando il vantaggio in campionato. Senna chiuse secondo, Prost terzo.
Quel pomeriggio fu la dimostrazione che in Formula 1 la gloria è appesa a un dettaglio minuscolo, capace di trasformare un trionfo annunciato in una sconfitta amara.