
Oggi compie gli anni Carlos Sainz, un pilota che ha sempre avuto le corse nel sangue, cresciuto a pane e motori grazie a papà Carlos Senior, leggenda del rally. Il talento e la determinazione lo hanno portato rapidamente in alto, fino all’esordio in Formula 1 a soli 21 anni, al volante della Toro Rosso. Da lì, ha iniziato un lungo e appassionante viaggio nel Circus: Renault, McLaren, e poi Ferrari — dove ha conquistato le sue prime pole position e vittorie, diventando una certezza per la Scuderia e per tutti gli appassionati.
Le sue lacrime nell'ultimo GP Messico resteranno impresse nel cuore dei tifosi della Rossa: con quella vittoria, l'ultima in Rosso, Carlos ha voluto omaggiare i suoi anni anni in Ferrari, l'intera squadra e i suoi sostenitori.
L’addio a Maranello è stato sofferto, ma non ha spento la tenacia del “Matador”. Da questa stagione, Carlos ha sposato un nuovo progetto: quello della Williams. Un cambio importante, carico di sfide e aspettative.
L’inizio non è stato dei più semplici, tra momenti difficili e weekend in salita, come l’ultimo GP d’Olanda. Ma se c’è una cosa che Carlos ha sempre dimostrato, è di non arrendersi mai. Lavora duro, crede nel progetto, affronta ogni difficoltà con la grinta dei grandi. Il suo cammino in Formula 1 è tutt’altro che finito, anzi: è ancora tutto da scrivere.
Buon compleanno Matador: ritrova la tua luce e dimostra, ancora una volta, il potenziale che possiedi. Il meglio deve ancora venire.

Il 1° settembre 2019 segna una data che i tifosi Ferrari non dimenticheranno mai.
Non fu una domenica qualunque a Spa-Francorchamps. Charles Leclerc conquistò la sua prima vittoria in Formula 1 al volante della Ferrari. A soli 21 anni, il monegasco riuscì a scrivere il suo nome nella leggenda della Rossa riportando la Ferrari al successo sul circuito di casa dopo nove anni di digiuno.
La gara fu epica: Leclerc resistette alla pressione implacabile di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, guidando con maturità e sangue freddo ben oltre la sua età. Ogni sorpasso mancato, ogni staccata difesa con decisione, accese sempre di più la passione dei tifosi.
Ma la gioia immensa, quasi liberatoria, si mescolò subito con il dolore: solo il giorno prima, nella gara di Formula 2, Anthoine Hubert aveva perso la vita in un terribile incidente.
Quel successo, che in altre circostanze sarebbe stato pura festa, assunse un significato diverso. Charles, amico d’infanzia di Hubert, tagliò il traguardo con il volto segnato dall’emozione, alzò il dito al cielo e dedicò la vittoria al compagno perduto. Disse parole semplici ma indelebili: “Questa è per Anthoine”, trasformando la sua gioia in commozione collettiva.