
Il 31 agosto 1947 nasceva Luca Cordero di Montezemolo. Non serve raccontare tutta la sua carriera: basta dire che, senza di lui, la Ferrari non sarebbe stata la stessa.
Da giovane al fianco del Drake fino all’epoca Schumacher, Montezemolo ha avuto la capacità rara di riportare le vittorie al mito, di dare ordine al sogno e di tenere viva la fiamma rossa quando rischiava di spegnersi.
Indimenticabile resta il Gran Premio d’Austria del 1975, quando Montezemolo – giovane direttore sportivo ma già uomo di peso – minacciò di ritirare le Ferrari di Lauda e Regazzoni se la gara non fosse stata sospesa per le condizioni proibitive della pista. Quel gesto, che riportava alla memoria il carisma e l’intransigenza di Enzo Ferrari, mostrò al mondo quanto fosse forte il potere politico del Cavallino in quegli anni. Non era solo una presa di posizione per la sicurezza: era un messaggio, chiaro e inequivocabile, che la Ferrari non era un team qualunque.
Oggi lo ringraziamo per aver custodito e rilanciato la leggenda. Perché le sue scelte, le sue intuizioni e il suo stile hanno scritto pagine che ancora vivono nei cuori di chi ama la Ferrari.
Vale la pena ricordare le parole di Enzo Ferrari: «La Ferrari è fatta di uomini, non di macchine». Montezemolo è stato uno di quegli uomini.
Qualche settimana fa Montezemolo ha accettato un ruolo da direttore nel board della McLaren Group Holdings, un colpo di scena che pochi avrebbero immaginato ma che riconosce la sua autorevolezza nel mondo dell’automobilismo e del lusso automobilistico . Eppure, lui stesso ha precisato con cuore rosso che il suo amore per la Ferrari non verrà mai meno. E per chi ama Maranello, sarà sempre e solo “il Presidente”.
Buon compleanno, presidente.