
20 settembre 2015, sotto le luci di Singapore, la Ferrari tornò a sorridere. Sebastian Vettel dominò il Gran Premio dall’inizio alla fine, in una notte che ricordava le magie dei tempi di Schumacher. Era la terza vittoria stagionale per il tedesco a Maranello, ma aveva un sapore diverso: su un circuito cittadino tecnico e implacabile, Vettel impose il suo ritmo senza sbavature, gestendo safety car, strategie e rivali con freddezza.
Quel successo rimane nella memoria di noi tifosi per quello che successe dopo la bandiera a scacchi: via radio, Seb intonò una versione tutta sua di “Lasciatemi cantare”, trasformata in
“Lasciatemi guidare
perchè non sono lento,
lasciatemi guidare
una gara bella bella.”
Una battuta spontanea, divertente e al tempo stesso potentissima, che accese i cuori dei tifosi.
In quel canto c’era l’essenza di Vettel: passione, autoironia e orgoglio. E c’era anche la nostalgia di un’epoca in cui vincere con la Ferrari significava entrare nella leggenda, in qualsiasi angolo del mondo.