GP di Monaco a rischio - La storia contro il cambiamento e il finto spettacolo
In una Formula 1 che con la nuova proprietà ha palesato il diktat del cambiamento, il posto di Monaco nel calendario della Formula 1 non è più assicurato come un tempo, a causa della ricerca continua di nuovi mercati. Ma è accettabile?

In una Formula 1 che con la nuova proprietà ha palesato il diktat del cambiamento, il posto di Monaco nel calendario della Formula 1 non è più assicurato come un tempo, a causa della ricerca continua di nuovi mercati.

Attualmente la F1 è nel pieno della tanto annunciata espansione negli Stati Uniti, sfruttando l'aumento di popolarità dello sport nella più grande economia del mondo, con i nuovi eventi a Miami e Las Vegas che si aggiungono al Gran Premio degli Stati Uniti a quello ad Austin.

Negli ultimi anni il Circus si è espanso anche in nuovi territori, tra cui l'Azerbaigian, l'Arabia Saudita e presto il Qatar.

Come conseguenza di questa espansione, nonostante un calendario sempre più ricco di eventi, abbiamo visto l'abbandono di alcune tappe tradizionali, come la Germania, che non fa più parte del calendario, abbiamo visto il cambiamento di altre, come Spa, e sappiamo per certo che altre sono in pericolo di essere escluse, tra cui Monaco.


Il circuito di Monaco è rimasto in gran parte invariato da quando è stato disegnato intorno alle strade del Principato negli anni Venti. Gli unici cambiamenti degni di nota sono stati la rielaborazione della chicane del porto, l'aggiunta del complesso alla Piscine e la sostituzione del tornante Gasworks con la Rascasse, in seguito alla costruzione dell'omonimo ristorante.
Negli ultimi decenni, quindi, poco è cambiato, se non lo spostamento di alcuni muretti dove possibile per favorire la visibilità.
Nel frattempo, le auto sono diventate molto più veloci e lunghe, con spazi di frenata ridotti.

GP Monaco il parere dei team principal

Il Principato, anche se non è sempre stato un appuntamento fisso del calendario, negli ultimi 50 anni è diventato sempre più un evento vetrina, una gara che racchiude lo sfarzo e il fascino della storia questo sport.

"È inimmaginabile pensare alla Formula 1 senza Monaco, è il gioiello della corona", ha esordito Christian Horner della Red Bull.

"Ma tutto si evolve nel tempo, e se si guarda a Wimbledon, ora hanno un tetto quando piove. Bisogna stare al passo con i tempi, perché questo sport continua a crescere".

La gara del Gran Premio di Monaco, in cui è particolarmente difficile superare, è quasi sempre una parata in cui i piloti tendono a gestire le gomme e a non commettere errori, con la vera sessione competitiva ed emozionante che é quella delle qualifiche del sabato pomeriggio.

"Se Monaco fosse un nuovo circuito che arriva ora nel calendario e ci dicessero che si andrà lì e che non si potrà sorpassare, non sarebbe mai accettato nel calendario", ha poi osservato Horner.

"Quindi abbiamo accettato Monaco per il suo patrimonio, per la sua storia. Tutto qui. Penso che ci si debba evolvere. Se si resta fermi si va indietro, e credo che questo valga per tutti gli aspetti dello sport".

Anche il boss della Sauber Frederic Vasseur, si è inserito nell'argomento e ha suggerito che il Gran Premio di Monaco dovrà seguire l'esempio degli organizzatori dei Paesi Bassi, concentrandosi maggiormente su ciò che può essere fatto intorno alla gara.

"Abbiamo avuto un grande cambiamento a Zandvoort, non solo in termini di spettacolo, in termini di spettacolo Zandvoort è stato un mega cambiamento, ma da qualche tempo penso che tutti gli eventi siano andati in questa direzione, e tutti dovranno seguire questo movimento. Alla fine riguarda non solo lo spettacolo, ma tutto ciò che ruota attorno al Gran Premio, e credo che Monaco dovrà fare lo stesso per la Formula 1. Sicuramente Monaco è importante per noi, sappiamo perfettamente che si tratta di un gran premio storico, ma alla fine sono sicuro che saranno loro stessi a cambiare, perché non possono rimanere all'antica. E non penso solo a Monaco, ma è una buona lezione per tutti i gran premi più vecchi".

Anche Guenther Steiner suggerisce che gli eventi dovranno modernizzarsi per rimanere parte di uno sport in continua evoluzione.

"Le cose stanno cambiando in Formula 1 e nulla rimane come prima. Dobbiamo sempre evolverci e svilupparci, dobbiamo rimanere al passo con i tempi, e se il passo con i tempi significa che il modello deve cambiare, penso che debba cambiare. Non possiamo vivere nel passato. Penso che quello che Liberty sta cercando di fare, ancora una volta, sia la cosa giusta da fare. Ovviamente Monaco è molto importante per la Formula 1 ed è un evento molto bello, quindi speriamo che possa rimanere nel calendario, ma con le giuste circostanze". 

Il Gran Premio di Monaco si svolgerà dal 27 al 29 maggio e il formato del weekend è stato ridotto dai tradizionali quattro giorni (incluso quello dedicato alle interviste) a tre per l'edizione di quest'anno.


Cambiamento o finto spettacolo?

Il finto porto del GP di Miami

Se è vero che non si può fermare il cambiamento, e che in molte occasioni il cambiamento è un grande vantaggio, riteniamo che questo voler a tutti i costi creare un format standard per lo spettacolo sia sbagliato. Monaco è un GP diverso, con uno spettacolo diverso, dove ci si emoziona per i piloti che sfidano i millimetri e in cui ogni raro sorpasso è frutto di intuizioni e talento più che di un lungo rettilineo con DRS. Monaco deve restare e se l'onda del cambiamento lo raggiungerà non deve abbatterlo come un castello di sabbia.

Allo stesso modo non ci convince il nuovo formato del weekend con sprint race. Uno spettacolo forzato in cui si introducono elementi caotici al semplice scopo di alterare gli equilibri gerarchici e quindi le reali prestazioni in pista.

E infine, ancora meno, ci convincono il cambiamento e le scelte che hanno portato la F1 in Paesi come la Turchia, L'Arabia Saudita, l'Azerbaijan, eventi in cui gli interessi economici sono stati anteposti al ripudio della violazione di diritti umani fondamentali.

La F1 è forse la vetrina più internazionale che esista, e non può cercare uno spettacolo patinato a scapito di altri valori fondamentali. Molti piloti, con in prima linea Hamilton e Vettel, si stanno battendo contro questa ipocrisia. La speranza è che almeno si trovi presto il giusto equilibrio.

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