Barrichello:

Tra il 2000 e il 2005, a fare da spalla al leggendario Michael Schumacher in Ferrari c'è stato un certo Rubens Barrichello. Il brasiliano, a bordo della Rossa, ha conquistato ben nove vittorie e numerosi podi, dando un contributo fondamentale ai trionfi del tedesco e della scuderia di Maranello. In occasione del suo cinquantesimo compleanno, l'ex pilota di San Paolo è intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport per una chiacchierata a tutto campo. Ve ne proponiamo un estratto in cui si è soffermato sulla sua prima vittoria e sulla sua esperienza nel Circus e in Italia, raccontando diversi aneddoti molto interessanti.


Di seguito le dichiarazioni.

Barrichello a tutto campo

Ecco un estratto di quanto ha dichiarato Barrichello ai microfoni della Rosea:

"La prima vittoria a Hockenheim, Ross Brawn mi diceva che ero matto a restare in pista, mentre tutti gli altri montavano le gomme da bagnato, e io gli risposi: “No i matti sono loro”. Però ricordo con piacere soprattutto Silverstone 2003 mai avuta una Ferrari così perfetta, quel giorno sarei potuto anche ripartire ultimo e avrei vinto lo stesso. Quanto c’è di mio nei successi di Schumacher? Lo deve chiedere a chi lavorava con me. Però è vero che nei test di gomme, dal 2000 diedi una svolta, sentivo se la gomma si “muoveva”, le differenza tra quella più morbida e quella più dura. Da dove arriva la mia sensibilità? Dai tempi del kart, da mio padre che mi faceva girare con le slick sotto la pioggia perché non avevamo soldi". 

Sul suo rapporto con l'Italia

"Che ogni volta che vengo sembra che corra ancora per la Ferrari. Persino se mi fermo a fare benzina. C’è un affetto che nemmeno in Brasile...".

Sul compagno di squadra con cui è andato più d’accordo e su quello più indigesto

"Button. Mi manca anche suo padre, un vero fenomeno. Il più indigesto? Nessuno, sempre andato d’accordo con tutti".

Su Schumacher


"Se ci fosse stata libertà, lo avrei potuto battere. Intendiamoci, era più forte di me ma non sapremo mai davvero quanto". 

Su Zeltweg 2002 (quando provò a ribellarsi all’ordine di farsi sorpassare da Schumi)

"Sì ma non lo ricordo con astio. Perché anche le cose brutte mi hanno insegnato tanto, arrivo a 50 anni felice". 

Su Ungheria 2009 (quando fu responsabile involontario dell’incidente di Massa)

"Guardavo il cielo e chiedevo perché fosse successo proprio a me, Felipe era ed è mio amico. Dopo il mio incidente del venerdì, temevo di aver paura di tornare a guidare. Quando mi sono rimesso al volante, ho deciso di essere un “delinquente”: “O distruggo tutto o faccio il mio miglior tempo a Silverstone”. Si è verificata la seconda ipotesi e ho continuato a correre". 

Su Ayrton Senna

"Quanto mi ha penalizzato il fatto che il Brasile mi voleva come suo erede? Se fosse rimasto in vita, non ci sarebbe stata tutta questa pressione. Sarei potuto crescere con più calma". 

Foto (entrambe) Instagram Barrichello


Tag
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