Una tempesta di flash. E’ questa una delle immagini più emblematiche che ricorderemo di questo primo appuntamento coreano con la Formula Uno. Ricorderemo anche, però, la veridicità incredibile delle previsioni (a dir poco profetiche) che Fernando Alonso ormai fa da un po’ di tempo a questa parte. Previsioni che non sanno affatto di presunzione, di arroganza, bensì di concentrata volontà. La volontà di perseguire il proprio scopo, di non mollare mai il proprio obiettivo, di trasformare le idee in realtà, le parole in fatti. Aveva previsto di dover finire a podio quante più gare possibile, di non lasciar mai andare gli avversari. Sapeva che probabilmente qualcuno in lotta per il titolo avrebbe avuto problemi. Sì, perché un errore di guida su pista allagata, per quanto possa sembrare banale e stupido, è l’unico vero sbaglio della stagione pressoché perfetta di Webber. Il reale problema è che questo sbaglio sia capitato proprio quando non doveva capitare. Stesso discorso, però senza responsabilità del pilota, per Sebastian Vettel: l’inarrestabile e solido motore Renault alla fine ha ceduto. Anche in questo caso nel momento meno indicato.