Storia e genesi dell'inerter, geniale dispositivo al centro dello Spy Gate F1 2007
Il prof. Giordano Scarciotti, professore associato al Imperial College London e divulgatore scientifico, ha pubblicato sul proprio canale YouTube un’intervista esclusiva al professor Malcolm Smith, inventore del geniale dispositivo conosciuto come inerter

21/07/2025 12:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Qualche giorno fa il prof. Giordano Scarciotti, professore associato di Ingegneria dei sistemi di controllo al Imperial College London e divulgatore scientifico, ha pubblicato sul proprio canale YouTube un’intervista esclusiva al professor Malcolm Smith, docente di Control Engineering presso l’Università di Cambridge e inventore del dispositivo conosciuto come inerter.

Come lo stesso prof. Scarciotti ha avuto modo di scrivere sulla sub r/Formula1 di Reddit, "l'intervista è una miniera di informazioni, alcune delle quali piuttosto tecniche, mentre altre riguardano aspetti più generali dell'ingegneria, dell'innovazione e dello spionaggio industriale nella F1."

Il video ripercorre la genesi dell’inerter – inizialmente costruito in forma di prototipo nel 1997 utilizzando un set Meccano – e ne spiega i principi di funzionamento attraverso analogie con i circuiti elettrici.

Il professor Smith, con un passato accademico nella teoria del controllo matematico e specializzato in H-infinity control, iniziò a collaborare con la Formula 1 nel 1991, quando venne contattato da Paddy Lowe di Williams Grand Prix per risolvere problemi legati alla sospensione attiva. La sua consulenza contribuì allo sviluppo della vettura che vinse i titoli nel 1992 e 1993, prima che la FIA vietasse quella tecnologia.


Cos'è l'inerter

L’inerter è un dispositivo meccanico che si comporta in modo simile a una massa, ma con una particolarità: produce una forza proporzionale all’accelerazione relativa tra due punti, proprio come una massa produce una forza quando acceleri o freni. A differenza della massa tradizionale (che ha un solo punto di attacco fisso), l’inerter ha due terminali mobili: si collega tra due punti della sospensione e può resistere alle accelerazioni che avvengono tra questi due punti. Al suo interno c’è un meccanismo (ad esempio un volano che gira) che immagazzina energia quando i terminali si muovono rapidamente l’uno rispetto all’altro. In pratica, serve a stabilizzare l’auto nelle oscillazioni ad alta frequenza, migliorando il contatto tra le gomme e l’asfalto (grip meccanico), senza dover aumentare le masse reali del veicolo. È come aggiungere una massa "virtuale" tra due punti, che lavora solo quando serve: nelle accelerazioni relative, non nel peso complessivo.

Storia e genesi dell''inerter, geniale dispositivo al centro dello Spy Gate F1 2007 Storia e genesi dell''inerter, geniale dispositivo al centro dello Spy Gate F1 2007


Storia di un segreto, uno scandalo e di un'adozione diffusa

Nel 2002 il professor Smith propose la tecnologia a McLaren, dove collaborava nuovamente con Paddy Lowe. Il dispositivo fu perfezionato e installato in vettura nel 2005. Venne impiegato per la prima volta al Gran Premio di Spagna da Kimi Räikkönen, che vinse la gara.

Per mantenere il segreto sul dispositivo, McLaren adottò il nome J-Damper, evitando riferimenti alla letteratura scientifica e modificando anche le unità di misura, utilizzando “Zog” al posto di chilogrammi.

Nel 2007, durante il celebre scandalo di spionaggio industriale che coinvolse McLaren e Ferrari, emerse che Renault aveva ottenuto i disegni del J-Damper. McLaren accusò Renault di spionaggio, mentre Renault sostenne che il dispositivo violava i regolamenti in quanto assimilabile a un mass damper, tecnologia che era già stata vietata.

La FIA, dopo un’udienza presso il World Motor Sport Council, stabilì che il J-Damper non violava alcuna norma e che Renault ne aveva frainteso la natura. Nonostante la colpevolezza, Renault non fu multata.

L’identificazione del J-Damper con l’inerter di Malcolm Smith avvenne nel 2008 grazie a un articolo pubblicato su Autosport dal giornalista Craig Scarborough. Da quel momento il dispositivo divenne di uso comune in Formula 1, fino alla sua messa al bando nel 2022, ufficialmente per ragioni di contenimento dei costi.

Secondo quanto spiegato da Smith, l’inerter trovò applicazione anche in altri ambiti ingegneristici, come le sospensioni antisismiche in Giappone, i sistemi antivibrazione per elicotteri e motociclette, e più recentemente nelle sospensioni ferroviarie.

L’intervista si conclude con una panoramica sul potenziale ancora inesplorato dell’inerter in altri settori dell’ingegneria, sottolineando come il dispositivo abbia ampliato il repertorio dei componenti passivi meccanici, al pari di molle e ammortizzatori.

Se vi interessa la tecnologia della F1 e volete sapere come il suo inventore ha avuto l'idea, cosa fa un inerter e in cosa differisce da un mass damper, allora guardate l’intervista per intero. E' possibile abilitare anche i sottotitoli in italiano.

Foto copertina www.skysports.com

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