Dalla moda alle battaglie sociali: come Hamilton ha cambiato la Formula 1
01/11/2025 22:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Prima del 2007, il paddock aveva l'aspetto di una qualsiasi scuola privata britannica: gente professionale, impettita, in uniforme, tendenzialmente maschi e con la pelle bianca. Adesso, invece, ci sono uomini e donne provenienti da ogni parte del mondo. Le tristi maglie dei piloti hanno lasciato spazio a giacche variopinte, ma anche abiti firmati. Uno scenario multietnico, mutato dopo una maggiore apertura mentale, arrivata anche grazie all'influenza di Lewis Hamilton. 

Il britannico è stato il primo pilota di colore della Formula 1, e più volte ha ricordato il bullismo subito nel motorsport, le occhiatacce e quanto si sentisse a disagio a camminare nel paddock per via della sua pelle. Con il tempo, le battaglie che ha sempre combattuto nella sua mente, e che zittiva con le prestazioni in pista, sono diventare un fuoco che ardeva intensamente, tanto che ora il sette volte iridato non ha timore nell'usare la sua influenza per mettere in luce con il mondo (non solo automobilistico) una serie di problematiche: la mancanza di figure femminili nel motorsport, le guerre in corso, le lotte sociali e, non per ultimo, la situazione tra Israele e Palestina. 

Le parole di Susie Wolff

Dalla moda alle battaglie sociali: come Hamilton ha cambiato la Formula 1

"A Hamilton non viene dato abbastanza credito", ha sottolineato anche Susie Wolff al podcast High performance. "Lui non ha avuto paura nell'usare la sua voce per il bene comune, sa come la sua posizione può avere un impatto positivo. A volte è facile seguire quello che fanno gli altri, ma lui si è costruito la sua strada. Non mi soprende che sia lui a metterci la faccia, perchè è sempre stato la persona che parlava quando gli altri non lo facevano. Per dire, ha trasformato il paddock in una passerella".

Tra Susie Wolff e Lewis Hamilton c'è un profondo rispetto, nonchè una conoscenza che inizia all'epoca dei kart. Con il fatto che la scozzese ha sposato il vecchio capo del pilota, i due si sono trovati ancora vicini negli ultimi anni, e il sette volte iridato l'ha sin da subito appoggiata nel progetto della F1 Academy. Lui è l'unico che va a trovare le atlete e ad accoglierle sotto il podio, portando non solo supporto alle giovani, ma anche maggiore visibilità alla categoria. Perchè la vita si misura non solo in successi e numeri, ma anche (e, forse, soprattutto) in quello che lasci. 

Foto interna x.com

Foto copertina x.com

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