La stagione 2025 della McLaren ha offerto uno dei duelli interni più affascinanti e discussi dell’anno: Norris contro Piastri, due talenti purissimi lasciati liberi di giocarsi tutto senza gerarchie prestabilite, con Verstappen pronto a sfruttare ogni occasione. Una scelta coraggiosa, quasi romantica, che ha acceso il dibattito nel paddock e che, secondo alcuni, ha rischiato di compromettere un titolo che la squadra di Woking inseguiva da oltre un decennio.

Ralf Schumacher ritiene che, a partire dal Gran Premio del Qatar, la McLaren avrebbe dovuto attuare ordini di scuderia, dando la priorità a Lando Norris rispetto a Oscar Piastri.
Durante tutta la scorsa stagione, le famose “papaya rules” della McLaren sono state spesso oggetto di discussione. Il team ha scelto di non designare un pilota di punta, con il risultato che Norris e Piastri si sono sottratti punti a vicenda nella lotta per il campionato, uno scenario che ha quasi favorito Max Verstappen.
Schumacher, intervistato da Formule 1 Magazine, ha riconosciuto che la McLaren ha gestito le sue dinamiche interne in modo equo. Il tedesco non ha criticato nemmeno gli ordini di scuderia impartiti a Monza e in Ungheria. Tuttavia, ha aggiunto:
«In Qatar sono rimasto un po' sorpreso. Se Verstappen fosse diventato campione, si sarebbero dati la zappa sui piedi».
Nel complesso, Schumacher ha elogiato la McLaren per aver trattato i propri piloti con equilibrio, ma ha anche ammesso:
«Ma se fossi stato il team principal, lo ammetto, dal Qatar in poi avrei favorito Norris rispetto a Piastri».
Alla fine, la scelta di non nominare un pilota di punta non ha cambiato il risultato finale: Norris ha comunque conquistato il titolo, anche se con un margine minimo — appena due punti su Verstappen.
La McLaren ha camminato sul filo per tutta la stagione, bilanciando equità sportiva e ambizione iridata. La scelta di non imporre gerarchie ha alimentato tensioni, discussioni e qualche rischio calcolato, ma ha anche permesso a entrambi i piloti di esprimersi al massimo.
Alla fine, la scommessa è stata ripagata, ma il dibattito resta aperto: in un Mondiale deciso da dettagli infinitesimali, la libertà totale è un valore o un lusso che pochi possono permettersi?
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