Alex Dunne ha scelto di prendere in mano il proprio destino. Il suo, infatti, è un percorso che punta dritto alla Formula 1, e ogni passo – anche il più rischioso – fa parte di un piano più ampio.

Il ventenne ha confermato che l’addio al programma junior McLaren, avvenuto nell’ottobre 2025, è stato totalmente volontario.
«È stata effettivamente una mia decisione», ha spiegato a Balls.ie, chiarendo come la prospettiva di un 2026 passato in panchina lo abbia convinto a cambiare rotta.
Con i sedili McLaren già assegnati, Dunne ha preferito liberarsi da un percorso che rischiava di rallentarlo. Una scelta che inizialmente aveva fatto esitare suo padre, ma che il pilota considera parte di una strategia più ampia per arrivare stabilmente in Formula 1.
Nonostante la separazione, Dunne conserva un ricordo positivo del periodo trascorso a Woking. Ha parlato con grande rispetto di Zak Brown e delle opportunità “davvero speciali” ricevute, come il debutto in FP1 in Austria, chiuso a soli due decimi da Oscar Piastri.
Lavorare accanto a Lando Norris e allo stesso Piastri, racconta, è stato illuminante: due “persone normali”, ma con un approccio al weekend di gara capace di fare la differenza. Un bagaglio di esperienza che Dunne porta con sé mentre costruisce il prossimo capitolo della sua carriera.
Al momento dell’uscita dalla McLaren, Dunne sembrava vicino al programma junior Red Bull, ma il passaggio non si è concretizzato. Il suo nome è stato accostato anche all’Alpine, che potrebbe valutare alternative in vista del futuro di Franco Colapinto nel 2026.
Nel frattempo, l’irlandese si prepara alla sua seconda stagione in Formula 2 con Rodin Motorsport, con un obiettivo chiaro: puntare al titolo. L’assenza di un vincolo con un programma junior di F1 potrebbe offrirgli una libertà preziosa nelle trattative, proprio mentre il mercato piloti 2027 inizia a muoversi.
La scelta di lasciare la McLaren non è stata un salto nel vuoto, ma un investimento sul proprio futuro. Alex Dunne ha preferito rischiare oggi per non restare fermo domani, mantenendo intatti i rapporti con chi lo ha sostenuto e aprendo nuove possibilità per il suo percorso verso la Formula 1. Ora tutto passa dalla F2: un titolo potrebbe trasformare la sua scommessa in un biglietto d’ingresso definitivo nel Circus. Una mossa audace, ma perfettamente coerente con l’ambizione di un pilota che non vuole essere spettatore della propria storia.
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