Sono passati 6 anni da quando la Formula 1 disse addio ad Anthoine Hubert, un giovane pilota francese morto a soli 22 anni in un incidente a Spa Francorchamps, nel corso della Sprint Race di F2. Da allora, c'è ancora una persona che lo ricorda con trasporto e sentimento vero, quello che va oltre il semplice post sui social: Pierre Gasly.
Tra i due, infatti, c'era un rapporto nato sui banchi di scuola. "Eravamo parte della stessa accademia, con altri 15 ragazzi in tutta Francia. Eravamo compagni di stanza e di scuola, mangiavamo insieme, ci allenavamo insieme. Quando io facevo 30 piegamenti lui ne faceva 40, poi mi motivavo a farne 50 e così via. Ci spingevamo a dare il massimo, daii 9 ai 14 anni ci siamo sempre trovati in pista con i kart", ha detto il pilota dell'Alpine in un video sul canale della F1.

Quel Gran Premeio del Belgio era già iniziato in salita per Gasly, in quanto era stato da poco declassato in Toro Rosso dopo soli 6 mesi in Red Bull. In un frangente così delicato, la notizia di Hubert non ha fatto che rendere il weekend un capitolo nero. "Io cercavo di vedere le gare di F2 quando potevo. Al momento dell'incidente non avevo capito che era coinvolto, già da spettatore era molto brutto. Dopo il classico briefing corsi fuori per cercare altre informazioni, poi vidi i miei genitori in lacrime sulle scale e capii cosa era successo. Non era la prima volta che mi succedeva di vivere queste emozioni, due anni prima avevo perso un amico d'infanzia, ma qui 18 ore dopo avevo il Gran Premio. E ho realizzato che la vita va oltre le corse. La scuola ti insegna molte cose, i tuoi genitori anche, ma nessuno ti insegna a gestire queste situazioni".
In questa intervista a cuore aperto rilasciata a Lawrence Baretto, Gasly ha anche raccontato un aneddoto toccante: "Una cosa che rimpiango è che dopo il GP di Ungheria ero andato a fare festa con Anthoine. Stavo andando via dal locale abbastanza presto e lo vidi fuori, lo salutai velocemente dicendo che lo avrei rivisto a Spa Francorchamps, ma poi non lo incontrai mai più. Avrei voluto restare di più a quella festa, salutarlo come si deve. Mi ha insegnato di vivere il momento presente con le persone che amiamo, senza dare nulla per scontato".
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