Alain Prost, beffa e riscatto di un fuoriclasse
13/01/2026 21:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Nel 1984 aveva imparato quanto la Formula Uno possa essere crudele. Come lo sport in generale. Come la vita quando decide.
Era stata una stagione di precisione chirurgica, per Alain Prost: di punti raccolti con intelligenza più che con furore, ma anche di rimpianti silenziosi che fino alla fine non credeva di avere.

A Monaco, sotto una pioggia torrenziale, la gara era stata interrotta e la classifica "congelata" alla trentunesima tornata, prima che le vetture coprissero metà della distanza prevista, ovvero i settantotto giri previsti: punti dimezzati. Prost vinse, ma vinse “a metà”. Era il giorno in cui Ayrton Senna si rivelava al mondo e in cui il mondo stesso scopriva anche Stefan Bellof, che tanto più spesso andrebbe ricordato.

A fine anno, quando i conti furono chiusi, quel dettaglio pesò come un macigno: Niki Lauda campione del mondo, Prost secondo… per mezzo punto. Mezzo punto soltanto, il margine più sottile possibile, una ferita che non sanguinava ma la cui cicatrice non se ne sarebbe mai andata.
Il francese dal naso sghembo non protestò, non cercò scuse: incassò, con quella compostezza un po’ malinconica che lo ha sempre contraddistinto.

Il 1985 fu la risposta; tutt'altro che una vendetta rumorosa. Fu una riconquista paziente. Prost affinò ancora di più il suo stile: meno spettacolo, più controllo; meno rabbia, più lucidità. Mentre altri perseguivano il giro perfetto, lui costruiva il mondiale curva dopo curva, errore dopo errore evitato. Quando arrivò il titolo, il primo della sua carriera, non fu un’esplosione, ma un sollievo profondo. Era la dimostrazione che persino la Formula Uno a volte si ricorda di restituire ciò che toglie. Il mezzo punto perduto l’anno prima non era stato cancellato: era stato sublimato in forza, in maturità, da un campione divenuto consapevole.

Nel confine tra quelle due stagioni c’è tutta l’essenza di Prost: l’uomo che aveva dovuto rinunciare a un titolo mondiale per una frazione matematica e che l'anno seguente vinse uno riscrivendo il significato stesso di intelligenza sull'asfalto.

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