Valtteri Bottas sta per voltare un’altra pagina della sua lunga avventura in Formula 1. A tredici anni dal debutto nel Circus, il finlandese si ritrova di nuovo al punto di partenza: nuova squadra, nuove persone, nuove regole e una vettura che nessuno ha ancora davvero compreso. Ma questa volta il salto è ancora più audace. Cadillac, colosso americano al debutto in Formula 1, lo ha scelto per guidare un progetto che promette di scuotere gli equilibri del 2026. E Bottas, lontano dall’essere intimorito, appare più affamato che mai.

Bottas non nasconde l’emozione per una ripartenza totale. Parlando con Jolyon Palmer e Juan Pablo Montoya su Formula1.com, ha descritto così il momento che sta vivendo:
«Sono entusiasta perché si tratta di un grande cambiamento: un nuovo regolamento, un nuovo gruppo motopropulsore e una squadra completamente nuova. Non ho mai lavorato con quasi nessuno dei membri del team, quindi ho molto a cui adattarmi».
Il finlandese è consapevole che serviranno tempo, pazienza e spirito di squadra:
«Bisogna essere indulgenti su certe cose e assicurarsi che le decisioni vengano prese come una squadra. È anche per questo che Cadillac ha ingaggiato due piloti esperti: ha bisogno del feedback che io e Checo abbiamo acquisito nelle squadre precedenti, soprattutto in contesti vincenti. La lista delle cose a cui abituarsi è lunga».
Il processo di integrazione è già in pieno svolgimento:
«Conosco il mio ingegnere di gara, quello delle prestazioni, li ho incontrati e ci sentiamo regolarmente. Costruire questi rapporti è fondamentale, ma ci sono così tanti volti nuovi e nuovi meccanismi da comprendere per ottenere il massimo dal team di base. È un lavoro impegnativo, ma estremamente stimolante».
Il nuovo pacchetto tecnico rappresenta, secondo Bottas, il cambiamento più radicale della sua carriera:
«Credo che questo sarà il cambiamento più grande, almeno per quello che stiamo vedendo al simulatore. Sai che avrai meno carico, pneumatici più piccoli, più slittamento, ma anche molta più coppia in uscita dalle curve. Inoltre, la gestione della power unit è qualcosa che ogni pilota e ogni squadra dovranno imparare da zero».
L’incertezza, al momento, è totale:
«Non possiamo sapere davvero nulla: sono tutte speculazioni e numeri approssimativi. Le differenze tra le unità di potenza potrebbero essere maggiori rispetto al passato e ci sono troppe incognite. I test pre-stagionali daranno qualche indicazione, ma spesso la vettura definitiva non è quella con cui si inizia la prima gara. Tante variabili, tante ipotesi, nessuna certezza».
Tra le novità più discusse c’è l’abolizione del DRS, ma Bottas non appare preoccupato:
«Dal punto di vista delle power unit, ci saranno comunque il boost, la ricarica e nuove modalità di sorpasso. Per il pilota ci sarà ancora molto da gestire. Onestamente, per un team nuovo, essere cliente per il propulsore è la scelta giusta: permette di concentrarsi su telaio e sistemi, evitando una complessità che altrimenti sarebbe eccessiva».
La stagione 2026 sarà un territorio inesplorato per tutti, ma per Bottas rappresenta molto più di un semplice cambiamento tecnico. È l’opportunità di reinventarsi, di mettere a frutto l’esperienza accumulata e di contribuire alla costruzione di un progetto ambizioso fin dalle fondamenta. In un anno in cui nessuno sa davvero cosa aspettarsi, il finlandese sembra pronto a trasformare l’incertezza in una risorsa. Cadillac ha scelto l’esperienza; ora tocca a Bottas dimostrare di poter ancora sorprendere.
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