5 curiosità storiche sulla Formula 1 che (forse) non conoscevi
14/01/2026 12:21:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 è sempre stata considerata come l'apice del motorsport mondiale. Una competizione in cui tecnologia, coraggio e strategia si fondono in un mix che da oltre 70 anni appassiona milioni di tifosi.

Ma dietro le moderne monoposto e i circuiti ultra-avanzati, si nascondono storie affascinanti, aneddoti dimenticati e curiosità che hanno contribuito a rendere questo sport una leggenda.

Ecco cinque fatti storici che potrebbero sorprenderti.

Il Gran Premio più breve della storia durò pochi giri

Il primato assoluto di Gran Premio più breve della storia appartiene al Gran Premio del Belgio del 2021. La pioggia battente su Spa-Francorchamps rese le condizioni di guida impossibili: venne completato un solo giro effettivo dietro la safety car, ma furono comunque tre i passaggi del leader sul traguardo, quanto bastava affinché, ai sensi del regolamento, la gara fosse considerata valida e assegnasse punteggio.

Una beffa per i tifosi accorsi numerosi e per gli stessi piloti, costretti a una "corsa" che di fatto non si disputò mai realmente. La decisione scatenò polemiche feroci e portò successivamente a modifiche regolamentari per evitare situazioni simili in futuro.

Le monoposto avevano sei ruote

Negli anni '70, la Tyrrell P34 introdusse una rivoluzione che oggi sembra provenire dalla fantascienza: una vettura con sei ruote. L'idea geniale del team britannico prevedeva quattro ruote anteriori di dimensioni ridotte per migliorare l'aerodinamica e l'aderenza in curva. Il progetto non era affatto bizzarro: la P34 vinse effettivamente un Gran Premio in Svezia nel 1976 con Jody Scheckter al volante.

Tuttavia, le difficoltà nello sviluppo degli pneumatici e i costi elevati portarono presto all'abbandono di questo concept visionario. Oggi quella Tyrrell rimane un'icona di creatività ingegneristica, celebrata nei musei e ricordata come uno degli esperimenti più audaci della storia della F1.

L'iconicità di alcune vetture storiche ha superato i confini delle piste, arrivando persino nel mondo dell'intrattenimento digitale. Numerose slot machine e giochi online hanno tratto ispirazione dalle monoposto leggendarie che hanno fatto la storia, inserendosi perfettamente nel panorama dei classici del casinò che da sempre attraggono appassionati in cerca di emozioni.

Il primo campione del mondo guidava senza cinture di sicurezza

Quando Giuseppe "Nino" Farina vinse il primo Campionato Mondiale di Formula 1 nel 1950, le norme di sicurezza erano praticamente inesistenti. I piloti correvano senza cinture di sicurezza, senza rollbar e spesso con caschi di fortuna in pelle. La filosofia dell'epoca sosteneva che fosse più sicuro essere "sbalzati fuori" in caso di incidente piuttosto che rimanere intrappolati nell'abitacolo.

La concezione, ovviamente pericolosissima, è costata la vita a numerosi piloti negli anni successivi. Solo negli anni '70, dopo tragedie che hanno scosso il mondo delle corse, la sicurezza è diventata una priorità assoluta, trasformando radicalmente lo sport.

Una gara di F1 si è corsa... al contrario

Il Gran Premio d'Italia del 1957 a Monza presentò una caratteristica unica: parte del circuito venne percorso in senso antiorario. Il tracciato combinato utilizzato quell'anno prevedeva sia l'anello di velocità che il circuito stradale, creando un layout che richiedeva ai piloti di affrontare curve sia in un senso che nell'altro.

La configurazione mista, estremamente impegnativa e tecnicamente complessa, venne abbandonata per ragioni di sicurezza, ma rimane nella storia come uno degli esperimenti più originali nella progettazione dei circuiti.

Il più giovane campione aveva solo 23 anni

Sebastian Vettel detiene ancora oggi il record di pilota più giovane a vincere un Campionato Mondiale, conquistato nel 2010 a soli 23 anni e 134 giorni. Il tedesco, alla guida della Red Bull, strappò il titolo nell'ultima drammatica gara ad Abu Dhabi, in un finale di stagione che rimane uno dei più emozionanti della storia moderna. Un record che testimonia come talento e determinazione possano trionfare anche in età giovanissima nel teatro più competitivo del motorsport.

Dopo aver conseguito il titolo di campione del mondo nel 2010, il tedesco si confermò anche nel 2011, nel 2012 e nel 2013. Passò poi alla scuderia del Cavallino Rampante nel corso del 2015, team con cui corse fino al 2020. Infine, l’avventura con la Aston Martin fino al ritiro nella stagione 2022.


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