Il peso (e le incognite) del cambiamento
Manca sempre meno al momento più atteso di tutta la stagione invernale per gli appassionati di Formula 1: quello in cui si riaccendono i motori e si torna in pista. Ma quest'anno le sensazioni potrebbero essere diverse...

25/01/2026 08:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Manca sempre meno all'inizio della stagione 2026 di Formula 1. A partire da domani, le scuderie saranno impegnate nella prima delle tre sessioni di test previste. Gli appassionati non vedono l'ora che si ricominci, perché quest'anno non sarà come i precedenti.

Ci sarà un nuovo team (Cadillac), un nuovo pilota debuttante (Lindblad) ed un nuovo circuito (a Madrid), ma soprattutto un regolamento tecnico ancora tutto da scoprire e da comprendere. E ciò incuriosisce tanto quanto spaventa.

Ogniqualvolta ci si avvicina al debutto in pista delle nuove monoposto c'è tanta attesa ed altrettante aspettative. Ciascuna squadra spera di aver lavorato meglio di chiunque altro e ciascun tifoso prega che i propri piloti preferiti possano esprimersi al meglio.

D'altronde, parliamoci chiaro: quello invernale è il periodo in cui si può dire tutto ed il contrario di tutto, perché nessuno sa davvero cosa ci attende.

È il periodo dei rumors, delle supposizioni, delle voci, delle indiscrezioni. È il periodo in cui non si ha neanche una certezza.

Ecco, questo principio non è mai stato così adatto come nel 2026. Un 2026 in cui cambierà tutto. Ma davvero tutto. E accettarlo potrebbe non essere facile.

Nuove macchine (rivoluzionate sia nel departo aerodinamico che nel motore), nuovo modo di guidare per i piloti (più conservativo, volto a ricaricare la batteria), nuove modalità di uso delle ali mobili e della batteria e nuove gomme.

In Formula 1 non è mai cambiato così tanto allo stesso momento. Ed il rischio è solamente uno: che qualcuno non ritrovi, in queste modifiche epocali, lo spirito dello sport che ama. Che la classe regina del motorsport si ritrovi in una crisi d'identità.

Per l'essere umano è sempre difficile cambiare, principalmente per la sua natura abitudinaria ed "affezionata" a ciò che conosce. L'ignoto porta con sé un senso di curiosità, ma anche una paura tremenda che le cose siano irriconoscibili, incomprensibili o - banalmente - peggiori rispetto al passato.

"Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa lascia ma non sa cosa trova". E lasciar la strada vecchia è tutt'altro che facile, se questa è colma di ricordi e momenti piacevoli: è un gesto pesante, doloroso, eppure mai necessario quanto in questo momento.

Questo è il momento di accettare che la Formula 1 sta per voltare pagina e, potenzialmente, cambiare per sempre.

Soltanto il tempo potrà svelare gli effetti di questa rivoluzione epocale, soltanto il futuro potrà permetterci di giudicarli.

Questo, per gli appassionati, è il momento del più classico dei leap of faith (come lo chiamerebbero gli inglesi): è il momento di un atto di fede, di un salto nel buio.

Non sappiamo come andrà, ma sappiamo che dobbiamo andare. Bentornata, Formula 1.

Foto copertina www.formula1.com


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