La Red Bull lascia il Bahrain con un livello di fiducia che pochi si aspettavano. Dopo mesi di voci su un progetto in ritardo e su un motore ancora acerbo, i primi test hanno ribaltato la narrativa: il nuovo propulsore Red Bull-Ford ha impressionato per recupero energetico, velocità di punta e consistenza, al punto da spingere Toto Wolff a definire la squadra “di gran lunga favorita” per il 2026.
In questo clima di sorpresa generale, Isack Hadjar aggiunge un tassello importante: la RB22, dice, sta andando «molto oltre» le sue aspettative, cancellando in pochi giorni i dubbi che circolavano a fine 2025.

Il giovane francese, passato dalla Racing Bulls alla Red Bull ufficiale, ha raccontato un impatto con la RB22 decisamente più positivo del previsto.
Le sensazioni interne al team, ammette, non erano incoraggianti alla fine della scorsa stagione, ma i primi chilometri hanno cambiato tutto.
«È molto oltre le mie aspettative. Le impressioni alla fine della scorsa stagione non erano molto positive. Le voci, anche all’interno del team, non erano completamente soddisfacenti e nel primo giorno a Barcellona credo di aver fatto subito 110 giri. Sono rimasto molto positivamente sorpreso: per un team che ha avviato il progetto tre anni fa, è davvero impressionante».
Il francese ha anche affrontato il tema dell’affidabilità, dopo la perdita idraulica che lo ha tenuto fermo per due ore nel secondo giorno di test.
«A Barcellona avevo molti dubbi e sono stati chiariti molto rapidamente. Mi aspetto ancora dei problemi durante la stagione, è normale, ma molti meno di quanto pensassi».
Nonostante l’ottimismo, Hadjar non si illude: il 2026 è un territorio nuovo per tutti e la complessità delle calibrazioni elettroniche richiede tempo, prove e adattamento.
Nessuno, dice, arriverà a Melbourne davvero pronto.
«Nessuno sarà completamente preparato e pronto per Melbourne. Altrimenti c’è qualcosa che non va. Si tratta di calibrazioni elettroniche: servono più scenari per capire come si comportano le gomme e l’erogazione della coppia. Serve solo più pratica, ma tutti ci arriveranno prima di Melbourne».
Le sue parole restituiscono un quadro realistico: la Red Bull sembra aver trovato una base solida, ma la nuova generazione di monoposto è ancora un puzzle complesso e il margine di apprendimento resta enorme.
I test in Bahrain hanno mostrato una Red Bull sorprendentemente avanti, sia sul fronte motoristico sia su quello operativo.
Hadjar, con la lucidità di chi sta entrando in un team dominante ma non privo di pressioni, conferma che il progetto Red Bull-Ford è partito con il piede giusto e ha già superato le aspettative interne.
Ma il 2026 è un anno di rivoluzione: il potenziale c’è, la velocità pure, ma la vera sfida sarà trasformare questa base promettente in un pacchetto completo e affidabile.
Melbourne, più che un traguardo, sarà il primo vero banco di prova.
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