Nel 2026 la Formula 1 cambierà volto in maniera radicale. L’effetto suolo verrà abbandonato in favore dell’aerodinamica attiva e, soprattutto, la power unit sarà completamente riprogettata. Una rivoluzione tecnica che ha già acceso il dibattito nel paddock, con critiche esplicite, in particolare da parte di Max Verstappen, ma anche con prese di posizione più diplomatiche, come quella di George Russell.
Le nuove unità di potenza prevedono l’eliminazione dell’MGU-H, l’utilizzo di carburanti totalmente sostenibili e una ripartizione della potenza al 50% tra motore termico e componente elettrica. La parte ibrida arriverà a erogare fino a 350 kW, contro i 120 kW della precedente generazione. Un salto significativo, che comporterà però una gestione dell’energia molto più complessa per i piloti.
Proprio su questo punto Verstappen, nei giorni scorsi, si è espresso in modo netto, definendo le nuove regole “anti-corse” e paragonando le future monoposto a una “Formula E sotto steroidi”.
Di diverso avviso Lando Norris, che ha respinto le critiche, mentre George Russell ha offerto una lettura più ampia e politica del cambiamento, sottolineando anche il ruolo che queste norme hanno avuto nell’ingresso di Audi in Formula 1.
"Conta l’obiettivo finale", ha spiegato Russell ai media. "Come in ogni cosa nella vita non si può soddisfare ogni singola esigenza. Quando sono state introdotte queste regole c’era una forte spinta dell’UE verso l’elettrico, e questo ha inciso anche sull’arrivo di Audi. Bisogna tenerne conto”.
Il pilota Mercedes ha poi evidenziato come la categoria stia vivendo un momento di grande popolarità: "Nessuno può negare che la Formula 1 sia in una fase straordinaria. Vogliamo le auto migliori e più veloci, vogliamo entusiasmare tutti gli appassionati, ma è possibile accontentare chiunque? Non lo so. Quello che noi, cresciuti con una certa idea di motorsport, proviamo per i V10 e i V8 rumorosi, forse i nuovi fan, quelli arrivati grazie a Netflix, lo percepiscono in modo diverso".
Infine, ha poi concluso il suo intervento lanciando una leggera frecciatina: "Tutti amiamo i V10 e i V8 dal suono assordante, ma magari a qualcuno sugli spalti piace anche poter parlare mentre guarda la gara. Noi siamo privilegiati ad essere qui e, sinceramente, io voglio solo vincere. Forse chi ha vinto molto negli ultimi anni desidera semplicemente l’auto più divertente da guidare. In tal caso, il Nordschleife è sempre lì ad aspettare...".
Leggi anche: Scuderie 2026: la nostra classifica dopo i test in Bahrain
Leggi anche: Red Bull, dal 2026 arriva DAMAC Properties