La FIA interviene ancora una volta sul terreno più delicato della nuova era 2026: quello delle power unit. Con un comunicato ufficiale, la Federazione ha annunciato l’avvio di una procedura di voto elettronico all’interno del Power Unit Advisory Committee, con l’obiettivo di modificare il metodo di valutazione del rapporto di compressione in condizioni di esercizio.
Il punto centrale è ovviamente il modo in cui viene verificato il rapporto di compressione. Fino a oggi, la conformità era dimostrata in condizioni ambientali standard. La nuova proposta, invece, introduce un criterio più severo e realistico: dal 1 agosto 2026, il rispetto del limite dovrà essere garantito non solo a temperatura ambiente, ma anche a una temperatura operativa rappresentativa di 130°C.
Si tratta di un passaggio tecnico tutt’altro che marginale. Il rapporto di compressione (ovvero il rapporto tra il volume massimo e minimo della camera di combustione) influenza direttamente efficienza termica, potenza e affidabilità del motore. Misurarlo anche in condizioni di esercizio significa ridurre possibili quelle aree grigie regolamentari utilizzate dalla Mercedes, e allineare il controllo alla realtà della pista, tentando di rispettare il principio che una vettura deve essere sempre coerente rispetto alle condizioni in cui avvengono le verifiche.
La FIA ha spiegato che, nelle ultime settimane, ha lavorato insieme ai costruttori per sviluppare una metodologia condivisa capace di quantificare come il rapporto di compressione vari dal freddo alle condizioni operative. Solo dopo la validazione tecnica di questo approccio è stata presentata la proposta formale di modifica.
La richiesta di voto è stata trasmessa ai motoristi e l’esito è atteso entro i prossimi dieci giorni. Come sempre accade per ogni variazione regolamentare in Formula 1, l’eventuale emendamento dovrà poi ottenere l’approvazione finale del World Motor Sport Council.