Domenicali: «Il più veloce vincerà sempre. Le nuove regole? Un’opportunità»
20/02/2026 13:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Stefano Domenicali guarda al 2026 con un ottimismo che non vacilla. Mentre il paddock discute, analizza e si divide sulle nuove regole, il Presidente e CEO della Formula 1 sceglie una linea chiara: fiducia nel processo, fiducia nella tecnologia, fiducia nella capacità della F1 di evolversi. Dal Bahrain, Domenicali offre una lettura lucida e rassicurante di ciò che sta accadendo e di ciò che verrà.

“Il più veloce vincerà sempre”: Domenicali difende la nuova F1

Domenicali: «Il più veloce vincerà sempre. Le nuove regole? Un’opportunità»

Stefano Domenicali, Presidente e CEO della Formula 1, ha condiviso le sue riflessioni sulla stagione che sta per iniziare e sulle nuove regole. Si è detto “assolutamente ottimista” sul fatto che il 2026 sarà “un anno incredibile”, sottolineando che le nuove norme rappresentano un’opportunità per imparare e migliorare.

La stagione si apre con un regolamento profondamente rivisto: vetture completamente riprogettate e nuove regole sulle unità di potenza. Team e piloti hanno iniziato a familiarizzare con queste monoposto durante lo shakedown di Barcellona e nei test in Bahrain.

Nonostante il dibattito acceso, Domenicali ha ricordato ai media durante il secondo test che "il più veloce vincerà sempre" e che non bisogna dimenticare "la logica che ha guidato la nascita di questo regolamento".

Ha poi raccontato di aver osservato le vetture in pista da tifoso:
"È uno spettacolo incredibile. Non ho notato differenze in velocità o rumorosità."

Se ci saranno aspetti da migliorare, ha spiegato, verranno affrontati insieme alla FIA e alla Commissione F1, che sta lavorando in modo aperto e costruttivo. Dal punto di vista dei fan, secondo Domenicali, i cambiamenti non saranno percepibili.

Guardando alla storia recente della Formula 1, invita tutti alla calma: ogni rivoluzione regolamentare ha generato dubbi iniziali, ma la capacità tecnica dei team ha sempre riportato equilibrio e competitività.

A Melbourne, ha aggiunto, l’obiettivo sarà come sempre vincere la gara. Il primo sarà "il più veloce, il più fortunato o entrambe le cose", e questo non cambierà. Le nuove regole offriranno invece un’enorme opportunità di apprendimento e sviluppo.

La F1, ricorda Domenicali, è uno sport in cui piloti, ingegneri e meccanici possono dimostrare il proprio valore in ogni condizione. Se ci sarà qualcosa da correggere, si interverrà. Ma lui non parte con ansia: parte con energia e fiducia, alimentate dall’entusiasmo dei tifosi.

Infine, invita a non trarre conclusioni affrettate dopo l’Australia: ogni pista presenterà sfide diverse e servirà tempo per capire davvero il potenziale delle nuove vetture.

“Calma e fiducia nel processo”: la storia insegna

Domenicali invita a non farsi travolgere dal rumore di fondo: ogni rivoluzione regolamentare ha generato dubbi, poi superati dalla capacità tecnica dei team.

"Dobbiamo mantenere la calma perché, come sempre quando c’è qualcosa di nuovo come una nuova normativa, c’è il dubbio che tutto sia sbagliato. Ricordo il 2014, il 2020, il 2021. La F1 come sistema ha sempre dimostrato che le soluzioni tecniche aiutano i team a essere veloci e i piloti a esprimersi al meglio. Sono totalmente positivo al riguardo."

E guarda già al futuro con un approccio costruttivo.

"A Melbourne tutti saranno concentrati sulla vittoria della gara, ed è questo l’obiettivo da tenere a mente. Il primo sarà sempre il più veloce o il più fortunato. Da questo punto di vista non ci saranno differenze rispetto al passato, e l’evoluzione offerta dal nuovo regolamento è un’opportunità incredibile. La F1 è sempre stata il luogo in cui tutti possono dimostrare di essere i migliori in ogni condizione: piloti, ingegneri, meccanici, l’intero sistema. Se ci sarà qualcosa a cui reagire, reagiremo. Non parto con panico, ma con grande energia. L’energia arriva dai tanti fan che hanno già prenotato i biglietti e che seguono con curiosità questa nuova fase. Il dibattito fa parte della natura del nostro sport. Quando inizieremo la prima gara in Australia vedremo la verità per quella gara, ma da pista a pista ci saranno situazioni diverse. Non trarrei conclusioni definitive dopo l’Australia, qualunque sia il risultato, perché sarebbe molto prematuro."

Domenicali non minimizza la complessità del momento, ma la incornicia nella storia della Formula 1: ogni rivoluzione ha generato dubbi, ogni dubbio è stato superato dall’ingegno. Il 2026 sarà un banco di prova, ma anche un’opportunità per spingere lo sport oltre i suoi limiti. E mentre il paddock discute, invita tutti – team, piloti e tifosi – a guardare avanti con fiducia. La pista, come sempre, dirà la verità.

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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