Sebastian Vettel osserva la Formula 1 da fuori, ma il suo sguardo resta affilato come quando era in pista. E per il 2026 ha un’idea molto chiara: il favorito per il titolo è George Russell. Non per simpatia o per provocazione, ma per una combinazione di intelligenza, lavoro e un pacchetto Mercedes che, secondo il quattro volte campione, potrebbe essere quello da battere.

Intervistato da ServusTV, Vettel non ha esitato a indicare Russell come il pilota più completo e pronto per il 2026. Una scelta che sorprende solo in parte: il britannico ha mostrato costanza, maturità e crescita negli ultimi anni, anche nei momenti più difficili in Mercedes.
Vettel lo spiega così:
“Sceglierei George, perché lo considero molto intelligente e so quanto lavori duramente su se stesso. È abbastanza intelligente da capire cosa può dare personalmente come pilota per fare la differenza”.
Per il tedesco, il mix tra talento e consapevolezza è ciò che può trasformare un buon pilota in un campione.
Vettel non si limita a elogiare Russell: guarda anche al contesto tecnico. E qui la Mercedes, secondo lui, parte con un vantaggio.
“Sulla base di quanto visto finora, non è una cattiva scelta puntare sulla Mercedes”.
Ma aggiunge un dettaglio importante: la McLaren, che monta lo stesso motore, è cresciuta molto e resta la squadra da battere. Un modo per ricordare che il 2026 non sarà un duello a due, ma una stagione in cui più squadre potrebbero inserirsi nella lotta per il titolo.
Nonostante la griglia sia ricca di talenti e pacchetti competitivi, Vettel torna sempre lì: al suo istinto.
“Ci sono diversi piloti in grado di farlo, ma nella situazione attuale il mio istinto mi dice che George, insieme alla Mercedes, avrà più successo quest’anno”.
Un endorsement pesante, che arriva da uno dei piloti più completi e analitici della sua generazione.
Il mondiale 2026 si preannuncia come una stagione di grandi incognite, tra regolamenti nuovi e gerarchie tutte da riscrivere. Ma per Sebastian Vettel una certezza c’è già: Russell favorito per il titolo. E quando a dirlo è un quattro volte campione, vale la pena tenere presente questa visione.
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Foto copertina x.com