Questa mattina il mondo si è svegliato con la notizia di un altro conflitto, in quanto gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iran. Lo scontro era nell'aria da giorni, e dopo il fallimento delle trattative è diventato realtà. Già dalle prime ore, le bombe sono cadute anche nelle zone limitrofe, quali il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti; il particolare, un missile ha colpito il Fairmont sull'isola artificiale della palma, a Dubai.
Una notizia non positiva neanche per il mondo del motorsport, poichè il calendario prevede due gare nella penisola araba dopo Melbourne e l'Asia, che ovviamente non si potranno tenere nel mezzo di un conflitto. "Le nostre prossime gare saranno in Australia, Cina e Giappone, non andremo in Medio Oriente per qualche settimana. Monitoreremo la situazione e lavoreremo con le autorità", hanno detto ai media dei portavoce della Formula 1. Tuttavia, gli effetti del conflitto si faranno forse sentire in ugual modo, dato che i principali scali per arrivare in Asia sono in quei Paesi: se gli aeroporti verranno chiusi, i team subiranno ritardo nella consegna dei componenti. Gli addetti alla logistica stanno già pensando strade alternative, e anche i piloti hanno anticipato i i voli di andata. Inoltre, la Pirelli ha già annullato i test che si sarebbero dovuti tenere settimana prossima in Bahrain (fermo restando che le attività sportive sono l'ultima preoccupazione del momento).
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