Dietro le quinte del GP di Monaco: come le strade del Principato diventano un circuito
Quali segreti si nascondono dietro un Gran Premio di Formula 1? Come si fa a trasformare una Città in un tracciato? Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato in esclusiva Roman Pugliese, vicedirettore eventi dell'ACM di Monte-Carlo

09/03/2026 18:00:00 Tempo di lettura: 11 minuti

La Formula 1 è finalmente tornata in pista dopo la lunga pausa invernale. Proprio ieri le monoposto si sono sfidate lungo le strade di Melbourne, sul tracciato dell’Albert Park Circuit, che ha inaugurato la stagione 2026.

La categoria regina del motorsport è infatti celebre per la varietà dei suoi circuiti: dai tracciati permanenti come Silverstone Circuit e Autodromo Nazionale Monza, fino ai circuiti cittadini come quello australiano o altri appuntamenti iconici del calendario, tra cui Marina Bay Street CircuitBaku City Circuit e Circuit de Monaco.

Un aspetto delle corse a cui molti appassionati non pensano, però, riguarda proprio l’enorme lavoro necessario per allestire questi tracciati cittadini. Il circuito del Principato, considerato l’evento più glamour dell’intero campionato, richiede infatti un’organizzazione colossale per trasformare le strade della città in una pista adatta alla Formula 1.

Noi di Formula1.it abbiamo avuto l’occasione di parlarne con Romain Pugliese, vicedirettore eventi dell’Automobile Club de Monaco, chiedendogli di portarci dietro le quinte del suo lavoro e di raccontarci l’enorme mole di preparativi che ogni anno trasforma le strade di Monte Carlo in un circuito. Un lavoro che non riguarda soltanto la Formula 1, ma anche altri eventi di grande richiamo come il Monaco Historic Grand Prix e l’E-Prix del Principato di Formula E, protagonisti nei prossimi mesi.

All’inizio della nostra chiacchierata con Romain Pugliese gli abbiamo chiesto quanto tempo serva per allestire completamente il tracciato del Circuit de Monaco. “Le nostre squadre impiegano circa otto settimane per montare tutto il circuito”, ha spiegato. “Questo comprende barriere di sicurezza, tribune, ponti pedonali, box, aree hospitality e tutte le infrastrutture tecniche necessarie per trasformare le strade della città in un tracciato automobilistico”.

Per questo motivo i lavori di quest’anno sono iniziati il 23 febbraio, così da avere tutto pronto per il primo evento in programma: il Monaco Historic Grand Prix, previsto dal 22 al 26 aprile 2026.

Il lavoro di pianificazione però non inizia due mesi prima l'evento, ma addirittura quasi un anno prima: "Sia dal punto di vista logistico che organizzativo, i preparativi iniziano quasi immediatamente dopo la conclusione dell'edizione precedente. Già durante la fase di allestimento, pensiamo a come rendere l'edizione successiva più semplice, veloce ed efficiente".

"Numerosi incontri con le autorità locali, i fornitori e i partner tecnici sono essenziali per garantire un forte coordinamento e una collaborazione efficiente. Mentre l'installazione fisica in loco inizia circa due mesi prima dell'evento, la fase di pianificazione strategica dura tutto l'anno".

Dietro le quinte del GP di Monaco: come le strade del Principato diventano un circuito

Parlando della capienza del circuito, Romain Pugliese ci ha spiegato che le tribune del Circuit de Monaco possono ospitare fino a circa 25.000 spettatori. Tuttavia, considerando anche le numerose altre aree di osservazione, tra hospitality, balconi privati e yacht ancorati nel porto, il numero complessivo di persone presenti durante il weekend può arrivare fino a circa 200.000.

Tornando poi sul tema della pianificazione e dell’assemblaggio delle varie strutture necessarie per lo svolgimento degli eventi, gli abbiamo chiesto quale sia la parte più complessa da realizzare, e con grande sorpresa abbiamo scoperto che il difficile non riguarda l'allestimento delle tribune o dei guardrail, bensì la direzione gara. "Il controllo di gara è senza dubbio la struttura più complessa da realizzare a causa della sua delicatezza tecnica e fragilità. È composta da diverse unità modulari interconnesse con grandi pannelli di vetro, il che significa che l'assemblaggio deve essere estremamente preciso, con una tolleranza minima tra ogni sezione".

Continuando ha poi aggiunto: "Inoltre, l'edificio include un ascensore, che richiede una manovra particolarmente delicata e complessa per inserirlo all'interno della struttura, garantendo al contempo un perfetto allineamento verticale su ogni livello. Questa operazione richiede competenze altamente specializzate e precisione assoluta".

Parlando invece dei sistemi di cronometraggio, fondamentali per poter permettere alle categorie di correre, ha aggiunto: "Il sistema è simile a quello utilizzato sui circuiti permanenti. Dei sensori di cronometraggio sono installati sulla superficie della pista, consentendo una misurazione precisa del tempo tramite transponder montati su ciascuna vettura. Questi transponder trasmettono dati in tempo reale, consentendo un monitoraggio accurato dei tempi sul giro, dei tempi di settore e della posizione in gara".

Dietro le quinte del GP di Monaco: come le strade del Principato diventano un circuito

"Per il Grand Prix de Monaco Historique e il Monaco E-Prix, le operazioni di cronometraggio sono gestite da Alkamel, un fornitore ufficiale di cronometraggio di grande esperienza. Per il Gran Premio di Monaco di Formula 1 Louis Vuitton, invece, il cronometraggio e la gestione della gara sono gestiti direttamente dai sistemi e dal personale ufficiale della Formula 1, garantendo la piena integrazione con gli standard del campionato mondiale FIA".

Dietro le quinte del GP di Monaco: come le strade del Principato diventano un circuito

"Preparare il tracciato" non vuol dire solo assemblare i guardrail, le tribune o gli attraversamenti pedonali sopraelevati. Una delle parti fondamentali è proprio la superficie stradale che, quando non è utilizzata dalle monoposto, è aperta alla circolazione cittadina, sia nelle ore notturne durante il weekend di gara, sia durante tutto il resto dell'anno. Per questo motivo: "La superficie della pista viene rifatta ogni anno", anche se non interamente. "Almeno un terzo del circuito viene rinnovato annualmente a causa dell'usura causata dal normale traffico stradale durante tutto l'anno. Ciò garantisce condizioni ottimali di aderenza e sicurezza per il weekend di gara".

Proprio parlando del traffico cittadino, nonché una delle sfide maggiori per i team dell'ACM, Pugliese ci ha svelato alcuni loro "segreti" per far si che tutto venga svolto senza creare troppo intralcio nelle strade del Principato: "La gestione della logistica in un ambiente urbano vivo richiede una pianificazione meticolosa. L'installazione viene effettuata in fasi attentamente programmate. Per alcuni lavori che richiedono la chiusura totale delle strade, operiamo di notte o durante le ore di traffico non di punta per limitare i disagi".

"La fase più lunga, tuttavia, è la costruzione delle tribune e delle principali infrastrutture come i box, la direzione gara e le aree hospitality. Queste strutture sono situate principalmente lungo il porto, il che significa che non interferiscono in modo significativo con il traffico stradale, almeno per i veicoli".

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Continuando ha poi detto: "Il circuito rimane completamente aperto al traffico il più a lungo possibile e viene chiuso completamente solo nella fase più tardiva possibile, al fine di ridurre al minimo i disagi per i residenti e i lavoratori. Tutte queste misure consentono alla città di continuare a funzionare nel modo più normale possibile. La stretta collaborazione con le autorità locali garantisce un impatto minimo sui residenti, sulle attività commerciali e sul flusso di traffico quotidiano".

Guardando al futuro gli abbiamo poi domandato se nei prossimi anni fosse in programma qualche innovazione a livello di tribuna per gli spettatori, o anche di struttura per gli addetti ai lavori. Riguardo questo tema ci è stato detto: "Le strutture dei box sono state completamente rinnovate e modernizzate nel 2018. Di conseguenza, al momento non è prevista l'introduzione di nuove strutture nei box nel prossimo futuro, poiché l'infrastruttura esistente soddisfa pienamente gli standard operativi e di ospitalità dell'evento".

"Tuttavia, stiamo studiando continuamente potenziali progetti e miglioramenti per i prossimi anni, sempre con l'obiettivo di migliorare sia l'esperienza degli spettatori che l'efficienza operativa, preservando al contempo il carattere unico dell'evento".

Dietro le quinte del GP di Monaco: come le strade del Principato diventano un circuito

Abbiamo poi concluso la nostra lunga chiacchierata con Romain chiedendogli cosa si aspetta dall'edizione 2026 del Gran Premio di Monaco, vista anche la presenza di un nuovo team sulla griglia di partenza, e dunque due vetture in più, ma anche rispetto al nuovo regolamento tecnico, che impone che le monoposto siano più piccole e agili.

Una critica che molti fan muovevano gli scorsi anni al Gran Premio di Formula 1 di Monte-Carlo era infatti legata all'assenza di sorpassi a causa delle dimensioni eccessive delle monoposto, soprattutto se comparate con la larghezza delle stradine del tracciato cittadino monegasco.

Parlando di questo tema Pugliese ha spiegato: "Per l'edizione 2026 del Gran Premio di Monaco, l'arrivo di una nuova squadra sulla griglia di partenza ci ha costretti ad ampliare le strutture dei box. Era una cosa che avevamo previsto, anche se avevamo già un undicesimo box a disposizione".

"Con l'introduzione delle auto di nuova generazione e il loro formato tecnico rivisto, sarà molto interessante vedere come si comporteranno sul nostro circuito cittadino unico nel suo genere. Monaco è sempre stato un circuito in cui la precisione, la sicurezza e le prestazioni in qualifica sono decisive, e questi cambiamenti normativi potrebbero influenzare le dinamiche di gara".

"Come sempre, analizzeremo attentamente l'evento per identificare potenziali ottimizzazioni, proprio come abbiamo fatto nel corso della storia del circuito. Il nostro obiettivo rimane lo stesso: preservare il carattere mitico della gara, migliorandone continuamente lo spettacolo e l'intensità".

Si ringraziano Romain Pugliese e l'Automobile Club Monaco per la cordialità e la disponibilità mostrata nell'intervista. La riproduzione parziale di questo contenuto esclusivo è possibile previa citazione dell'autore (Giuseppe Cianci) e della fonte Formula1.it con il link al contenuto originale.

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