Per Bayer è già certezza: «Ha assolutamente mantenuto le promesse»
11/03/2026 13:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Arvid Lindblad non si è limitato a debuttare in Formula 1: l’ha fatto con una maturità e una velocità che hanno sorpreso l’intero paddock. A soli 18 anni, l’unico rookie della stagione 2026 ha trasformato un weekend pieno di insidie in una prestazione da veterano. E il CEO di Racing Bulls, Peter Bayer, in un’intervista esclusiva a Autosport.com, non ha avuto dubbi: il giovane britannico “ha assolutamente mantenuto le promesse”.

 

Un debutto da predestinato: calma, velocità e personalità

 Per Bayer è già certezza: «Ha assolutamente mantenuto le promesse»

Il GP d’Australia non era certo il palcoscenico più semplice per un esordio. Nuove vetture, nuove power unit, gestione dell’energia complessa e un centro gruppo più competitivo che mai. Eppure Lindblad ha affrontato tutto con una naturalezza disarmante.

Dopo essersi qualificato in top 10, il diciottenne ha chiuso all’ottavo posto, regalando i primi punti stagionali alla Racing Bulls. Ma non è stato solo il risultato a colpire: è stato il modo. Alla partenza è salito fino al terzo posto, duellando con Lewis Hamilton, Lando Norris e persino Max Verstappen.

Peter Bayer, intervistato da Autosport.com, ha raccontato la sua impressione:
“Onestamente, sono davvero felice per Arvid. È arrivato con molte lodi da parte di Helmut. E Helmut continuava a dire che questo ragazzo è allo stesso livello di Isack [Hadjar]. E lui ha assolutamente mantenuto le promesse.”

Il CEO ha poi sottolineato la sorprendente maturità del rookie:
“Gli ingegneri lo adorano. È molto concentrato. È un gran lavoratore. Si siede e impara tutto ciò che riguarda il motore, gli interruttori, le modalità. Davvero molto impressionante. Non ricordo più com’era quando avevo 18 anni”.

 

Red Bull Ford sorprende tutti: potenziale enorme, qualche incognita

Il debutto di Lindblad è stato accompagnato da un altro protagonista inatteso: la nuova power unit Red Bull Ford Powertrains, al suo primo vero banco di prova. Nonostante il ritiro per affidabilità di Hadjar sulla Red Bull, il progetto di Milton Keynes ha mostrato un potenziale immediato.

Bayer ha ricordato quanto fosse ambiziosa la scelta della Red Bull:
“Ero ancora alla FIA quando Red Bull ci ha informato che avrebbe costruito la propria unità di potenza. Era una notizia incredibile che un’azienda di bevande analcoliche potesse competere con Mercedes, Ferrari e gli altri. È una cosa enorme.”

E ha rivelato un dettaglio tecnico sorprendente:
“Durante la gara abbiamo capito che se Arvid cambia il modo in cui utilizza e applica le diverse modalità, possiamo guadagnare fino a due secondi. E nessuno lo sapeva prima.”

Presente nel paddock anche Bill Ford, curioso di osservare da vicino il debutto del progetto:
“Penso che sia questo a renderlo unico. È un’azienda a conduzione familiare con un incredibile DNA motoristico”.

Non tutto è filato liscio: Liam Lawson ha avuto una partenza disastrosa, sfiorando il contatto con Franco Colapinto.
“È un peccato per Liam. Non sappiamo quale fosse esattamente il problema, solo che non c’era potenza. Sono contento che non sia successo nulla, perché gli incidenti alla partenza sono quelli che temiamo di più.”

 

Il primo round della stagione ha mostrato una Formula 1 in piena evoluzione tecnica, con opinioni contrastanti sul nuovo spettacolo dominato dalla gestione dell’energia. Ma per Racing Bulls una certezza c’è già: Arvid Lindblad è arrivato per restare.

Bayer lo ha sintetizzato così:
“È stato un grande spettacolo. Dopo due o tre gare ci ritroveremo tutti insieme. Sono convinto che questo concetto rappresenti una visione per lo sport. Ora si tratta di tornare alla sfida ingegneristica, e sono sicuro che riusciremo a superarla.”

E se il buongiorno si vede dal mattino, la F1 2026 ha appena trovato il suo nuovo volto emergente.

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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