Alla vigilia del weekend cinese, Lando Norris ha affermato che con queste nuove monoposto non sarà più possibile giudicare chi sia il pilota più coraggioso della Formula 1, perché adesso, con il nuovo regolamento tecnico, la nuova aerodinamica e le nuove power unit, bisognerà adottare uno stile di guida che "nessuno avrebbe mai voluto adottare da bambino".
I piloti sono ora tenuti a ecuperare energia rallentando in curva, il che ha creato uno spettacolo preoccupantemente privo di vita nelle qualifiche del Gran Premio d'Australia della scorsa settimana.
Max Verstappen durante i test del Bahrain aveva dichiarato come queste monoposto fossero delle "Formula E sotto steroidi" e adesso, durante la giornata dedicata ai media del Gran Premio di Cina, ha scherzato dicendo che ora il suo miglior allenamento è giocare a Mario Kart.
Lando Norris si è poi trovato d'accordo sia con il campione olandese, che con Fernando Alonso, affermando che nessun pilota è cresciuto con il desiderio di guidare le attuali auto di F1. Il britannico ha poi fatto un esempio usando la storica curva Pouhon del tracciato di Spa-Francorchamps per spiegare il suo punto di vista.
"Penso che si possa ancora fare la differenza come pilota utilizzando il propulsore nel modo corretto, ma questo non significa necessariamente guidare l'auto in modo migliore. Ora non si vedrà più a Pouhon chi dei piloti avrà più palle. Si capirà solo chi è in grado di alzare il piede al momento giusto e usare la quantità di acceleratore necessaria, senza sprecare potenza, senza consumare la batteria e cose del genere".
Norris ha affermato che la nuova generazione di piloti è molto lontana da ciò che lui sognava da bambino. Quando poi gli è stato chiesto se il ruolo dei piloti sia stato ridimensionato con le nuove macchine, Norris ha risposto: "Non credo. È solo stato modificato, eanche in modo piuttosto significativo".
"Non si tratta più solo di vedere come ottimizzare ogni singolo millisecondo della vettura e del pilota, dimenticando il motore perché quello era sempre abbastanza buono per tutti. Prima si puntava solo ad ottenere il massimo dalla vettura in quel determinato momento. Tutto qui".
"Si guidava come si è sempre guidato per tutta la vita, cioè accelerando, frenando... e in generale accelerando di più e frenando di meno. Penso che per la prima volta nella nostra vita si debba dimenticare tutto ciò che abbiamo imparato in F4, F3, F2 e guidare in modo completamente diverso. Il fatto è che il pilota può ancora avere un grande impatto sulla guida, è solo che non è quello che nessuno di noi ha mai fatto crescendo, ma ora è così".
Il britannico ha poi concluso parlando del suo connazionale Russell dicendo: "George ha fatto un ottimo lavoro nel comprendere tutte queste cose e merita comunque un riconoscimento per aver ottimizzato il pacchetto che ha a disposizione e per aver capito queste cose potenzialmente meglio di altri".
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