F1, la clamorosa proposta di Jeddah: sistema antimissilistico per disputare il GP
19/03/2026 11:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La Formula 1 ha, recentemente, reso noto come i GP dell'Arabia Saudita e del Bahrain non si sarebbero disputati nel mese di aprile, come era previsto nel calendario della stagione 2026. Un passo indietro, di due degli eventi più remunerativi per Libety Media, dovuto all'attuale guerra in Medio Oriente scatenata dagli Stati Uniti e da Israele ai danni dell'Iran su cui, ad oggi, non sia ha alcuna certezza sulla fine. Una situazione che, soprattutto, non avrebbe di certo permesso di disputare le due gare nelle necessarie condizioni di sicurezza, così come avrebbe causato enormi difficoltà logistiche per i team, per i materiali, e per la motivare il personale e degli addetti ai lavori del Circus iridato.

Jeddah le ha provate tutte

Un quadro che, malgrado tutto, non ha di certo spinto gli organizzatori degli eventi ad offrire tutto ciò che fosse possibile per mantenere le gare nei rispettivi paesi e garantire, allo stesso tempo, condizioni di sicurezza al Circus iridato. Secondo le informazioni raccolte da Sport Bild, infatti, l'Arabia Saudita, avrebbe lottato duramente contro l'annullamento della gara, tentando di convincere la F1 sul fatto che fosse comunque possibile garantire la sicurezza, mettendo sul piatto "un sistema speciale di difesa antimissilistica per il Circuito di Jeddah", con cui tenere la massima serie a riparo da eventuali attacchi di droni o missili provenienti dal paesi adiacenti. Ma, logicamente, Liberty Media non ha ritenuto tutto questo sufficiente per far disputare la corsa.

I motivi del no

Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha giustificato l'annullamento delle due gare spiegando che: "Dopo un'analisi accurata, prendiamo questa decisione, essendo coscienti di questa responsabilità". Una decisione arrivata dopo che dall'inizio della guerra, Bahrain e Arabia Saudita si sono ripetutamente vittime di attacchi con droni e missili: cosa che, probabilmente, ha spinto i vertici della massima serie ad evitare una replica ben peggiore di quanto visto nel 2022, quando nel fine settimana del GP si registrò un attacco missilistico a Jeddah, eseguito dai ribelli houthi ai danni di un'installazione della società petrolifera Aramco. Anche allora si parlò dell'annullamento del GP, ma alla fine tutto andò secondo i piani. Stavolta invece, si è scelto l'annullamento di due corse: cosa che porterà la F1 ad avere una pausa di un mese dopo il GP del Giappone e quello successivo a Miami.

Leggi anche: F1, Antonelli nella storia, Hamilton lotta. Ferrari deve crescere: le pagelle del GP

Leggi anche: Formula 1, il punto di lunedì 16 marzo 2026: tra emozioni, rimpianti e pagelle

Foto copertina x.com


Tag
formula 1 | jeddah | 2025 | missili | usa | fia |