Andretti a Verstappen: «Basta lamentele, adattati»
25/03/2026 18:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Le critiche di Max Verstappen al regolamento 2026 continuano a far discutere il paddock. Il tre volte campione del mondo ha definito le nuove monoposto “non divertenti” e paragonato la guida a “giocare a Mario Kart”, un giudizio netto che ha acceso il dibattito. A prendere posizione è stato Mario Andretti, campione del mondo 1978, che invita Verstappen a un approccio più pragmatico.

 

Andretti: “Non tutto è negativo”

Andretti a Verstappen: «Basta lamentele, adattati»

Nel podcast Drive to Wynn, Andretti ha risposto direttamente alle lamentele del pilota Red Bull, spiegando che la sua frustrazione nasce anche dal contesto in cui è abituato a competere:
“Uno come Max è abituato a stare in testa e a vedere le cose andare più o meno come vuole lui, quindi in questo momento non si sta divertendo quanto vorrebbe. Ma è normale che succeda. Sta a tutti gestire la situazione che si presenta e trarne il meglio”.

 

Verstappen, il critico più duro del 2026

Il malessere del campione olandese è emerso con forza già nel weekend del GP di Cina, quando ha dichiarato ai media:
“Non è affatto divertente, no. È come giocare a Mario Kart. Questa non è una gara”.

 

Per Verstappen, il nuovo regolamento — che introduce un diverso equilibrio tra motore termico ed elettrico e un comportamento aerodinamico più complesso — riduce la libertà di spingere e altera la natura della guida. È una critica tecnica, ma anche identitaria: Max non accetta un contesto che limita la performance pura.

 

C’é del buono in questo regolamento?

 

Andretti, però, invita a guardare il quadro con maggiore equilibrio.
Secondo lui, il regolamento 2026 presenta aspetti positivi che non vanno ignorati:
“Ci sono molti aspetti complessivamente positivi. Non tutto è negativo, per così dire”.

Il campione del mondo 1978 sottolinea come alcune squadre abbiano già abbracciato la nuova filosofia tecnica e stiano ottenendo risultati incoraggianti.
Per questo, secondo Andretti, la reazione di Verstappen va letta anche alla luce del suo ruolo dominante negli ultimi anni: quando non si è più nella posizione di controllo, il divertimento cala.

 

Inoltre, Andretti amplia poi il discorso, spiegando cosa definisce davvero la soddisfazione di un pilota:
“Il piacere di guidare sta nell’avere a disposizione un mezzo performante e nel riuscire a trarne il massimo. Per quanto le cose cambino, tutte le soddisfazioni che si cercano sono fondamentalmente le stesse”.

 

Il messaggio è chiaro: le regole possono cambiare, ma la natura della competizione resta immutata. Il compito dei piloti — Verstappen incluso — è capire come estrarre il massimo dal pacchetto tecnico disponibile, indipendentemente dal contesto.

 

 

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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