Red Bull si sgretola: il vuoto lasciato da Marko pesa più dei risultati
13/04/2026 16:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Alla Red Bull c’è qualcosa che non torna. Non è solo la macchina che fatica, né il malumore di Verstappen per un regolamento che non sente suo. È un’assenza, un vuoto di leadership che pesa più di qualsiasi aggiornamento mancato. In un team abituato a muoversi con una voce unica e riconoscibile, oggi regna una confusione che si percepisce anche da fuori. E mentre il futuro del quattro volte campione diventa improvvisamente un tema aperto, c’è chi sostiene che il vero problema non sia ciò che Verstappen dice, ma ciò che alla Red Bull non c’è più.

 

Red Bull senza guida: il vuoto lasciato da Marko

 Red Bull si sgretola: il vuoto lasciato da Marko pesa più dei risultati

Max Verstappen ha messo in dubbio il suo futuro in Formula 1, ma per Ralf Schumacher il problema non è solo il malcontento del pilota: è la mancanza di una guida interna capace di tenere insieme una squadra che oggi appare disorientata.

L’ex pilota ha spiegato nel podcast Backstage Boxengasse che la Red Bull sta pagando l’assenza di Helmut Marko, l’uomo che per vent’anni ha rappresentato la voce più dura, diretta e influente all’interno del team.
«Penso che ora si debba semplicemente essere onesti e dire che la Red Bull non è davvero attraente nella situazione attuale», ha dichiarato Schumacher.

Il progetto resta ambizioso, soprattutto sul fronte motore, ma la struttura appare meno solida:
«La squadra in sé è un po' caotica in questo momento; va in tutte le direzioni. Manca una comunicazione chiara con l'esterno. Manca anche Helmut Marko come figura in grado di fornire una guida».

Con Marko fuori dal team dal 2025 e con vari cambiamenti dirigenziali negli ultimi 18 mesi, la Red Bull sembra aver perso il suo baricentro. E in questo scenario, ogni parola di Verstappen pesa il doppio.

 

Verstappen resta o va? Schumacher non ci crede

Le dichiarazioni del quattro volte campione hanno alimentato speculazioni su un possibile addio, soprattutto alla luce delle difficoltà con le nuove vetture e della frustrazione per la gestione dell’energia. Ma Schumacher non vede un Verstappen pronto a scappare:
«Se Verstappen dovesse andarsene, sarebbe difficile», ha detto.
E poi:
«Andarsene in una situazione in cui la squadra non funziona e la macchina non funziona... Sarebbe una sorta di fuga. Questo non si addice al suo carattere».

Per lui, la direzione è opposta: il pilota olandese vuole riportare la Red Bull al vertice:
«Credo sia importante per lui riportare la squadra in testa».

In altre parole: Verstappen può essere deluso, può essere critico, può essere duro. Ma non è il tipo che abbandona una battaglia a metà.

 

La Red Bull vive un momento di transizione, e l’assenza di Marko si sente più dei risultati. Verstappen osserva, critica, si interroga ma secondo Schumacher, non è un pilota in fuga: è un leader che vuole ricostruire.

Il problema, semmai, è capire se la Red Bull abbia ancora qualcuno capace di guidare la ricostruzione insieme a lui.

 

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