Domenicali Max
In una recente intervista rilasciata a Autosport, il CEO della Formula 1 ha risposto anche alle critiche sui sorpassi definendoli: "un fenomeno già visto". I dubbi dei tifosi restano: non sarebbe meglio ascoltare il pubblico?

16/04/2026 14:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

In un'intervista rilasciata a Autosport, Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, è tornato a parlare del regolamento 2026 e delle critiche che si sono sollevate: "Penso sia molto importante ricordare perché abbiamo cambiato il regolamento. L’attuale sistema di regole esiste perché cinque anni fa – e ne sembrano passati cinquanta – i costruttori pensavano che l’unico modo per progredire e restare coinvolti nel motorsport fosse quello di essere 50:50 o elettrici o trovare un equilibrio tra termico ed ibrido. Se guardiamo ora a quello che sta accadendo nell’industria automobilistica si sta tornando più all’ibrido e a motori a combustione interna con carburanti sostenibili. E di questo parleremo nelle discussioni per le future power unit”.

Sono già in corso delle riunioni tra FIA, F1 e motoristi per cercare di migliorare la situazione: "Ci siamo già riuniti e lo faremo anche la prossima settimana per vedere cosa si può fare per migliorare la situazione prima di Miami. Stiamo prendendo in considerazione due aspetti, il primo è la qualifica – per cercare di essere il più possibile a piena potenza o piena frenata; poi c’è la sicurezza, prendendo in considerazione alcune preoccupazioni dei piloti”.

Le critiche sui sorpassi 

L'imolese si è poi soffermato sull'azione in pista, giudicata "artificiale" e priva di spirito: “C’è chi dice che siano artificiali. Ma cosa significa ‘artificiale’? Un sorpasso è un sorpasso. E la gente ha la memoria corta, perché nell’era dei turbo, negli anni ’80, si faceva lift and coast, si usavano turbo diversi, velocità diverse, e bisognava risparmiare in gara perché il serbatoio era troppo piccolo e non arrivavi alla fine.

Domenicali MaxI piloti in fase di partenza al GP del Giappone

"Forse alcune delle persone più anziane che criticano o fanno commenti hanno la memoria corta. Se guardate indietro agli anni ’80 e all’epoca del turbo, queste cose già c’erano. Fa parte del gioco, bisogna adattarsi nel modo giusto. In generale la reazione dei fan è stata molto positiva. Non vedo l’ora di vedere a Miami quale sarà il risultato delle modifiche che faremo”, ha concluso.

Ma il pubblico è davvero contento? La realtà è ben diversa

L'intervento di Domenicali fa certamente riflettere sulle intenzioni di Liberty Media, ma il tema sorpassi non può essere liquidato come semplice "memoria corta". Non è critica fine a se stessa. Se la maggior parte del pubblico storce il naso non lo fa per partito preso, ma perchè ricorda bene le battaglie ruota a ruota, quelle cariche di emozioni e adrenalina, dove non si pensava alla ricarica della batteria o ad alzare il piede per salvarla.

I tifosi sanno bene cosa hanno vissuto e cosa, al momento, hanno perso. Anche i piloti stessi si sentono schiavi delle nuove norme in vigore. I due sentimenti combaciano: non è mancanza di memoria, ma rispetto di ciò che hanno vissuto. Forse sarebbe il caso di ascoltare davvero il pubblico, e non soffermarsi ai margini delle loro percezioni. In attesa di cosa accadrà a Miami, attendiamo cosa verrà fuori dalle riunioni tra la FIA e i motoristi. 

Foto copertina www.autohebdo.it

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