In un'intervista rilasciata a Autosport, Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, è tornato a parlare del regolamento 2026 e delle critiche che si sono sollevate: "Penso sia molto importante ricordare perché abbiamo cambiato il regolamento. L’attuale sistema di regole esiste perché cinque anni fa – e ne sembrano passati cinquanta – i costruttori pensavano che l’unico modo per progredire e restare coinvolti nel motorsport fosse quello di essere 50:50 o elettrici o trovare un equilibrio tra termico ed ibrido. Se guardiamo ora a quello che sta accadendo nell’industria automobilistica si sta tornando più all’ibrido e a motori a combustione interna con carburanti sostenibili. E di questo parleremo nelle discussioni per le future power unit”.
Sono già in corso delle riunioni tra FIA, F1 e motoristi per cercare di migliorare la situazione: "Ci siamo già riuniti e lo faremo anche la prossima settimana per vedere cosa si può fare per migliorare la situazione prima di Miami. Stiamo prendendo in considerazione due aspetti, il primo è la qualifica – per cercare di essere il più possibile a piena potenza o piena frenata; poi c’è la sicurezza, prendendo in considerazione alcune preoccupazioni dei piloti”.
L'imolese si è poi soffermato sull'azione in pista, giudicata "artificiale" e priva di spirito: “C’è chi dice che siano artificiali. Ma cosa significa ‘artificiale’? Un sorpasso è un sorpasso. E la gente ha la memoria corta, perché nell’era dei turbo, negli anni ’80, si faceva lift and coast, si usavano turbo diversi, velocità diverse, e bisognava risparmiare in gara perché il serbatoio era troppo piccolo e non arrivavi alla fine.
I piloti in fase di partenza al GP del Giappone"Forse alcune delle persone più anziane che criticano o fanno commenti hanno la memoria corta. Se guardate indietro agli anni ’80 e all’epoca del turbo, queste cose già c’erano. Fa parte del gioco, bisogna adattarsi nel modo giusto. In generale la reazione dei fan è stata molto positiva. Non vedo l’ora di vedere a Miami quale sarà il risultato delle modifiche che faremo”, ha concluso.
L'intervento di Domenicali fa certamente riflettere sulle intenzioni di Liberty Media, ma il tema sorpassi non può essere liquidato come semplice "memoria corta". Non è critica fine a se stessa. Se la maggior parte del pubblico storce il naso non lo fa per partito preso, ma perchè ricorda bene le battaglie ruota a ruota, quelle cariche di emozioni e adrenalina, dove non si pensava alla ricarica della batteria o ad alzare il piede per salvarla.
I tifosi sanno bene cosa hanno vissuto e cosa, al momento, hanno perso. Anche i piloti stessi si sentono schiavi delle nuove norme in vigore. I due sentimenti combaciano: non è mancanza di memoria, ma rispetto di ciò che hanno vissuto. Forse sarebbe il caso di ascoltare davvero il pubblico, e non soffermarsi ai margini delle loro percezioni. In attesa di cosa accadrà a Miami, attendiamo cosa verrà fuori dalle riunioni tra la FIA e i motoristi.
Foto copertina www.autohebdo.it
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