Verstappen contro la nuova F1: se alla fine fosse lui quello destinato a vincere?
18/04/2026 14:50:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Max Verstappen non ha mai nascosto il proprio fastidio verso la direzione tecnica che la Formula 1 sta prendendo. Da mesi critica la nuova generazione di power unit, giudicata troppo elettrificata e lontana dall’essenza delle corse.

Eppure, mentre nel paddock cresce l’idea di riportare al centro il motore a combustione interna alimentato da carburanti sostenibili, il quadro a lungo termine potrebbe finire per assomigliare molto a ciò che lui chiede da tempo. Ma quanto ci vorrà per arrivare a quello che lui chiede?

Dalle critiche pubbliche al confronto dietro le quinte

Verstappen contro la nuova F1: se alla fine fosse lui quello destinato a vincere?

Durante i test in Bahrain, Verstappen non ha usato mezzi termini, definendo la nuova formula «Formula E sotto steroidi» e «anti-corse». Critiche ripetute anche in Australia e Cina, prima che il team gli chiedesse di spostare la discussione lontano dai microfoni.

Stefano Domenicali ha confermato un dialogo costante con il pilota: «Parlo spesso con lui. È deciso, ma capirà che c’è un quadro più ampio».

Quel quadro nasce da un contesto industriale che, cinque anni fa, sembrava puntare con forza sull’elettrico. La F1 aveva scelto di seguirlo, anche per attrarre costruttori come Audi e Honda. Oggi lo scenario è diverso: l’UE ha rivisto le proprie , Ford ha riconsiderato l’abbandono dei motori termici e diversi costruttori hanno dimostrato quanto rapidamente possano cambiare strategia.

Domenicali cita Renault come esempio: presente al tavolo delle trattative, poi improvvisamente fuori.

«Non possiamo dipendere da decisioni industriali imprevedibili», ha spiegato.

Il paddock guarda avanti: meno elettrico, più termico sostenibile

Il prossimo ciclo regolamentare potrebbe quindi prendere una direzione diversa. Domenicali immagina un futuro in cui il motore a combustione interna alimentato da carburanti sostenibili torni centrale, con una parte elettrica ridotta.

Nel paddock, l’umore è simile: si parla persino di un possibile ritorno al V8 ibrido leggero, una soluzione che Ford ha già dichiarato di poter sostenere. La volontà di cambiare è più forte rispetto a qualche anno fa. Ma Domenicali avverte: «Non possiamo più trovarci in una situazione in cui i costruttori dettano il ritmo dello sport».

Cosa cambia per Verstappen?

Se la Formula 1 dovesse davvero orientarsi verso un motore termico più centrale, due aspetti diventano chiari per Verstappen.

Il primo é che il 2026 resterà un anno complicato nonostante  gli aggiornamenti introdotti a Miami, la vettura non rispecchierà le sue preferenze. Mentre il secondo aspetto rappresenta il suo futuro nel corcus che  potrebbe invece avvicinarsi molto alla sua visione. Lo ha ribadito ad Amsterdam, indicando la sua preferenza per un V8 o un V10:

«Io amo la vera Formula 1, e in questo momento, sotto molti aspetti, non è così».

Resta il nodo dei tempi. Formalmente, il ciclo attuale dura fino al 2030, ma con una maggioranza qualificata si potrebbe anticipare l’introduzione delle nuove norme. Una scelta complessa, vista l’entità degli investimenti già fatti.

Domenicali ha chiarito che il 2026 non può essere lasciato andare alla deriva:

«Dobbiamo decidere il prima possibile».

Verstappen spera in modifiche più significative già nel 2027, pur sapendo che la vera soluzione arriverà solo con il prossimo ciclo.

Il futuro della Formula 1 potrebbe non essere immediatamente allineato con le preferenze di Verstappen, ma sembra muoversi nella direzione che lui auspica, soprattutto verso il 2030.

Resta da capire se avrà la volontà di restare abbastanza a lungo per vederlo. La sua decisione dipenderà dalla vita privata, dalla sua avversione a correre oltre i quarant’anni e da quanto la F1 riuscirà a rendere più accettabili gli anni intermedi.

Le discussioni riprenderanno dopo Miami. E, ancora una volta, il destino tecnico dello sport e quello del suo campione più influente sembrano intrecciati.

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