Red Bull, Verstappen pensa davvero al ritiro: «C'è la possibilità che faccia altro»
18/04/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La pausa forzata che sta vivendo il mondo della Formula 1, che nel mese di aprile non ha potuto disputare i GP di Bahrain e Arabia Saudita a causa della cancellazione legata alla guerra in Medio Oriente, sta aprendo la strada a diverse riflessioni. Il Circus iridato, di fatto, sta analizzando a fondo cosa poter fare per migliorare, dopo i dati e i feedback raccolti nelle prime tre gare della stagione, i nuovi regolamenti, apparsi poco chiari e troppo votati alla creazione di uno show falso e poco in linea col DNA della categoria.

E tanti, a tutti i livelli, sono i personaggi coinvolti in questo processo, compresi i piloti che, a quanto emerge, stanno partecipando in modo assai attivo e costruttivo alle discussioni.

Max in prima linea

Tra i piloti più attivi, sia davanti ai microfoni dei media con dichiarazioni frizzanti sia dietro le quinte, c’è Max Verstappen. Il pilota della Red Bull, si sa, vorrebbe tornare a una Formula 1 che possa permettere ai piloti di spingere sempre al massimo, senza dipendere dalla gestione dell’energia, delle gomme o di troppi altri parametri, mettendo il talento e la bravura in primo piano.

E, dato il cattivo spettacolo che la F1 sta mostrando, Max aveva minacciato il ritiro, visto che già varie volte in passato aveva ammesso come una lunga carriera nel Circus non sia la sua priorità nella vita. Eppure, averlo reso uno degli interlocutori principali nelle discussioni tra F1 e FIA è segno di quanto sia nell’interesse di tutti tenere il quattro volte campione del mondo sulla griglia di partenza.

Del suo attuale stato d'animo, nonché della sua attitudine e del suo approccio alla vita e allo sport, ha parlato Nelson Piquet Jr in un’intervista a SoyMotor, offrendo un punto di vista privilegiato sul pilota olandese, visto che il figlio d'arte è il fratello della compagna di Max, Kelly Piquet.

Addio? Non da escludere

“Max è una persona molto genuina e dice quello che pensa. Non è lì per i soldi, ma per lo sport e per la sfida. Perché gli piace. Se non dovesse sentirsi più a suo agio, probabilmente farebbe altro. Sa quel che vuole e fa ciò che sente. Se la F1 non lo rende felice, dirà: ‘Ok, farò qualcosa che mi renderà felice’. Che sia correre in GT, rally o altro. Conosco molti piloti che sono in F1 per soldi, perché devono pagare le bollette. Ma non è il suo caso. Non insegue i soldi. Se le cose non cambieranno, c’è la possibilità che dica di voler fare altro e, quando le cose torneranno a piacergli, che ritorni. Conoscendolo, posso dire che se non sentirà la passione per lo sport, c’è una buona possibilità che faccia altro”.

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Foto copertina x.com


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