Ci sono stagioni che non brillano in superficie, ma scavano in profondità. Abbi Pulling ne ha vissuto uno di questi nel 2025: uno di quelli che non riempiono le classifiche, ma cambiano la traiettoria. I numeri raccontano poco, quasi nulla. È dietro le quinte che si muove la storia vera, tra test che aprono porte, contratti che non arrivano per caso, chilometri che valgono più di un podio.
Pulling cresce lontano dal rumore, in un territorio dove ogni errore è un passo avanti e ogni sessione è un frammento di futuro. Non è un’ascesa lineare, né un racconto semplice: è un percorso che resiste, devia, ritorna, e che oggi la porta a misurarsi con un mondo che cinque anni fa sembrava irraggiungibile. È lì, in quella zona grigia tra ciò che appare e ciò che diventa, che la sua storia sta prendendo forma.

Concludere il campionato 2025 al decimo posto, con un solo podio, non è il tipo di debutto che Abbi Pulling avrebbe immaginato per la sua prima stagione in GB3 dopo la F1 Academy. Ma la classifica, stavolta, è solo una superficie. Il vero passo avanti è avvenuto altrove: nel silenzio dei test, nelle stanze dove si firmano contratti che cambiano il futuro.
Nel 2025 Pulling ha fatto ciò che pochissimi riescono a fare a quel livello: entrare in una scuderia professionistica come collaudatrice. Con Rodin impegnata in GB3 e un contratto pluriennale con Nissan in Formula E, la britannica ha trasformato un anno apparentemente anonimo in un trampolino. Nei test femminili del 2024 aveva già mandato un segnale, dominando i tempi e battendo persino Jamie Chadwick. Nissan ha visto abbastanza per scommettere su di lei.
Da allora, Pulling ha attraversato Berlino, Valencia, Miami, Madrid. Ha imparato la complessità dell’elettrico, ha sbagliato, ha corretto, ha sorpreso. A Miami ha chiuso ultima, sì, ma dopo 23 giri di apprendistato vero, con un testacoda che ha rovinato la prestazione ma non il giudizio. «Mi sono sentita subito a mio agio», ha detto. «I tempi non raccontano tutto». E aveva ragione: il passo avanti rispetto ai primi chilometri è evidente a chi guarda oltre il cronometro.
Cinque anni fa, parlare di Pulling in un contesto professionistico sarebbe sembrato improbabile. Non per mancanza di talento: nel 2020, in British F4, aveva già battuto nomi oggi in F2. Ma nel 2021, quando era considerata una contendente al titolo, la mancanza di fondi l’ha costretta a fermarsi. È stato il primo grande ostacolo, e anche il primo grande bivio.
La W Series l’ha salvata, e lei ha risposto con risultati immediati: pole, podi, un settimo posto da riserva nel 2021, poi un quarto posto nel 2022. Quando la serie è crollata, Pulling ha ricominciato da capo nella F1 Academy, con vetture meno performanti ma un obiettivo più chiaro. Nel 2023 ha raccolto sette podi; nel 2024 ha dominato, nove vittorie, podio in ogni gara, un titolo che ha chiuso ogni discussione sul suo valore.
E mentre la narrativa sulle donne nel motorsport continua a cambiare, Pulling è diventata un esempio di come il percorso non sia più lineare né prevedibile. L’età media si abbassa, le opportunità si moltiplicano, ma la strada resta stretta. Lei lo sa, e lo dice con lucidità:
«Vorrei avere di nuovo otto anni. Oggi le ragazze iniziano prima, crescono prima. È un panorama entusiasmante».
Il mondo delle monoposto sta cambiando. La Formula 1 è sempre più difficile da raggiungere, e molti talenti guardano alla Formula E come a un’alternativa concreta, non come a un ripiego. Pulling è già dentro questo nuovo ecosistema: test, simulatore, sessioni per esordienti, confronti con piloti che hanno corso ovunque, dalla F1 al WEC.
A Madrid ha girato accanto a ex piloti di F1, campioni DTM, stelle emergenti della F4. «È intimidatorio», ha ammesso. Ma poi ha aggiunto la frase che conta davvero: «A 300 kW ero lì, a giocarmela».
È questo il punto: non dove finisce in classifica, ma dove riesce a stare quando la potenza sale e la pressione aumenta.
Pulling non ha ancora un destino definito. Ma ha qualcosa che molti non hanno: un posto dove crescere, un team che investe, un percorso che si sta aprendo davanti a lei. E, soprattutto, la capacità di trasformare ogni deviazione in un passo avanti.
Pulling non sta scalando la classifica: sta scalando il sistema. E in un motorsport che cambia forma ogni anno, è spesso lì che si vincono le battaglie più importanti.
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