La FIA ha da poco emesso dei cambiamenti normativi (leggi qui) per cercare di mitigare gli effetti del super-clipping e aumentare lo spettacolo in qualifica. Delle modifiche che entreranno in vigore sin dal prossimo GP di Miami (1-3 maggio), che mirano a garantire uno show molto più apprezzabile agli occhi degli appassionati e allo stesso punto dare ai piloti la possibilità di correre maggiormente in sicurezza senza il rischio di trovarsi davanti delle vetture con un delta di velocità troppo elevato come accaduto a Bearman e Colapinto in Giappone.
La Federazione introdurrà un nuovo dispositivo a partire dal GP di Miami, capace di individuare le vetture che hanno un’accelerazione troppo bassa rispetto un parametro stabilito. Una volta individuate, il sistema permetterà all’MGU-K di aiutare il pilota garantendo un livello di accelerazione minimo, così da impedirgli di costituire un ostacolo alle vetture retrostanti.
Nelle prime gare della stagione, se da un lato abbiamo assistito a delle partenze mozzafiato da parte della Ferrari, dall’altro abbiamo visto anche delle partenze molto lente da parte dei piloti Mercedes, soprattutto di Antonelli. Difficile stabilire se si sia sempre trattato di un problema di reazione o di accelerazione. Nel primo caso non ci sarebbero soluzioni, ma se le noie principali di Kimi erano rappresentate da una difficoltà di trovare l’optimo in termini di stacco frizione, allora, da Miami, potrà sicuramente definirsi più tranquillo. Il sistema ovviamente non eviterà una brutta partenza, però, ne limiterà i danni.
Se l’italiano a Suzuka è scivolato dalla prima alla sesta posizione allo start, forse, con il nuovo sistema, sarebbe sceso solamente in terza o quarta. Ovviamente si tratta di un esempio qualitativo. Al momento non abbiamo né i mezzi per dirvi esattamente da cosa sia dipesa la sua brutta partenza, né in quale posizione si sarebbe potuto effettivamente trovare in caso avesse avuto a disposizione il nuovo sistema. Converrete però, che si tratta di un bel paracadute, di cui la Mercedes e tutti i suoi clienti potranno usufruire, nel caso in cui qualcosa possa andare storto.

Sono tre le misure mirate a ridurre il super-clipping. La prima consiste nel diminuire l’energia complessiva messa a disposizione del pilota: 7 MJ al giro.
La seconda è stata aumentare la potenza di ricarica del super-clipping a 350 kW (prima fissata a 250 kW) così da poter ricaricare le batterie in un tempo minore. Questo però comporterà per contro un delta di velocità maggiore.
L’ultima, ma non meno importante, è stata quella di limitare la potenza usufruibile tramite la modalità Boost a 150 kW (il che dovrebbe permettere al pilota, unito ai 7 MJ di energia usufruibili, di poter usufruire di questa potenza per circa 45 secondi ad ogni tornata).
C’è però una frase, relativa alla nuova modalità Boost, che ci ha fatto storcere il naso. Ed è questa:
Cosa significa? Ma soprattutto in che modo la vettura potrebbe trovarsi ad un livello di potenza superiore al momento dell’attivazione? Solo una circostanza ci viene in mente al momento. Un’auto potrebbe ritrovarsi in questa situazione se ha usufruito della modalità sorpasso. Se il pilota sarà in grado di passare dall’Overtake Mode al Boost, mantenendo l’elettrico ad un livello di potenza maggiore dei 150 kW previsti, potrebbe usufruire di un surplus di potenza che gli garantirà una velocità maggiore fino a che non deciderà di smettere di utilizzare il Boost.
Lo scotto da pagare è che facendo in questo modo finirà prima la batteria e avrà poi, di conseguenza, meno punti del tracciato in cui poter usufruire del Boost da quel momento alla fine del giro.
La nostra, per il momento è solo un’ipotesi. Il GP di Miami ci schiarirà le idee.
Foto: Mercedes
Leggi anche: La FIA ha deciso, da Miami si cambia: tutte le misure correttive alle norme 2026 di F1
Leggi anche: Super-clipping, la FIA vuole eliminare il limite minimo di ricarica. La GPDA approva
Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio di Miami 2026