Madrid accelera: il Madring vuole stupire prima ancora della prima curva
28/04/2026 13:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

A Madrid tutto si muove in fretta, ma senza rumore. I lavori avanzano, le date si avvicinano, e il nuovo circuito prende forma come un progetto che va oltre la Formula 1. È un’opera che parla di ambizione, di immagine, di un posizionamento che la capitale vuole conquistare senza esitazioni. E nelle parole di chi guida il progetto si percepisce che il Madring non è solo un tracciato: è un messaggio.

 

Un circuito che corre contro il tempo, ma senza perdere controllo

Madrid accelera: il Madring vuole stupire prima ancora della prima curva

I lavori al «Madring», il circuito che ospiterà il Gran Premio di Spagna di Formula 1 a settembre, dovrebbero concludersi il 25 maggio, mentre il montaggio delle tribune inizierà a giugno. A confermarlo è stato José Vicente de los Mozos, presidente del Comitato Esecutivo di Ifema Madrid, durante una conferenza stampa successiva all’approvazione dei risultati economici dell’ultimo anno.

Sul fronte commerciale, il quadro è già chiaro: il consorzio è vicino al “tutto esaurito tecnico”. Il 97% dei posti messi in vendita è stato acquistato, oltre 90.000 biglietti che anticipano un debutto attesissimo.

Madrid entrerà ufficialmente nel calendario della Formula 1 nel 2026, con un Gran Premio in programma dall’11 al 13 settembre. Il circuito sarà lungo 5,4 chilometri, articolato in 22 curve che si snodano attorno al quartiere fieristico di Ifema Madrid e ai terreni destinati all’ampliamento verso Valdebebas. Un tracciato tecnico, con sezioni complesse come la curva sopraelevata “Monumental”.

De los Mozos spiega così la visione dietro il progetto:
«Abbiamo aderito a questo progetto perché è una questione di immagine del marchio. Dopo essere riusciti a organizzare il Gran Premio di Spagna e tutto ciò che ne deriverà, ci collochiamo a un altro livello di riferimento rispetto ai grandi congressi o alle fiere internazionali».

E aggiunge un punto chiave:
«È innovativo portare la Formula 1 nel mondo delle fiere, delle esperienze e dei congressi, il che a sua volta contribuirà ad attrarre altri elementi di futuro. Ecco perché ci siamo inseriti in questo contesto. Ciò che mi interessa è l’esperienza che ne deriverà. Il posizionamento di Ifema Madrid come marchio premium di fiere e congressi in grado di ospitare grandi eventi internazionali».

 

Un progetto che vuole ridefinire l’immagine della capitale

Secondo De los Mozos, il lavoro svolto sta “posizionando” Madrid come una città capace di ospitare grandi eventi globali. Le previsioni parlano di un fatturato di 300 milioni di euro nel 2026, un traguardo che il consorzio considera alla portata:

«Per arrivare a organizzare il Gran Premio di Spagna di Formula 1 c’è stato il lavoro di molte persone e il sostegno di tutte le amministrazioni per arrivare fin qui. Per me resta la parte più difficile perché gli ultimi metri sono i più difficili. Ma credo che nessuno abbia idea di cosa questo significherà per Madrid».

Un altro elemento centrale è la mobilità:
«L’80% delle persone che assisteranno al circuito lo farà utilizzando i mezzi pubblici, il che posizionerà la capitale come una città moderna dal punto di vista della mobilità, con un grande evento mondiale seguito in televisione da 95 milioni di persone».

E conclude con una visione più ampia:
«Stiamo dimostrando la nostra capacità di organizzare grandi eventi grazie alle nostre infrastrutture. Questo è ciò che attirerà l’immagine del marchio e darà vita a fiere, congressi e altri elementi che oggi non abbiamo. Questa è l’idea e questa è in parte la visione con cui abbiamo lavorato».

 

Il Madring non è solo un circuito in costruzione: è un progetto identitario, un investimento narrativo, un modo per dire che Madrid vuole entrare nella Formula 1 non come ospite, ma come protagonista. E la corsa, per ora, la sta vincendo prima ancora che si accendano i semafori.

 

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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