Gli incidenti in partenza capitano, rettilinei lunghi o brevi che siano
Nella giornata odierna abbiamo assistito ad una rocambolesca gara di MotoGP sul tracciato di Barcellona. Condividiamo con voi un nostro commento in merito alla polemica scaturita in occasione della seconda bandiera rossa.

17/05/2026 19:45:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Nella giornata odierna abbiamo assistito ad una rocambolesca gara di MotoGP. Su questa testata tendiamo a parlare prevalentemente di Formula 1, ma oggi ci siamo sentiti chiamati in causa quando, durante il secondo regime di bandiera rossa sono volate delle critiche contro il layout della pista di Barcellona (circuito su cui la Formula 1 correrà tra meno di un mese, 12-14 giugno).

Con l’attività ferma a causa del primo incidente tra Pedro Acosta e Alex Marquez, la gara di MotoGP è ripartita dai blocchi di partenza dopo una lunga pausa. Forse i piloti avevano perso concentrazione, forse (ed è la cosa più verosimile) a volte deve semplicemente andare così. Fatto sta che alla ripartenza, giunti alla prima curva, Zarco ha perso il controllo della sua moto in staccata finendo rovinosamente contro Bagnaia e Marini. La direzione gara è intervenuta immediatamente esponendo la seconda bandiera rossa. Prima di proseguire ci teniamo a sincerare tutti coloro che hanno seguito la gara dicendo che i piloti coinvolti negli incidenti odierni sono coscienti. Marquez e Zarco sono stati entrambi portati in ospedale per ulteriori controlli. Si sospetta una frattura del femore per Joahnn Zarco, mentre Alex in un post ha dichiarato che la situazione è sotto controllo mentre attende di essere operato questa notte. Auguriamo una pronta ripresa agli sfortunati protagonisti della giornata odierna.

La polemica colpisce direttamente il circuito di Barcellona

In occasione della seconda bandiera rossa è scattata la polemica: la linea di partenza è troppo distante dalla prima curva, i piloti arrivano alla staccata a grande velocità e questo facilita la probabilità che accadano dei grandi incidenti.

Da parte nostra ci sentiamo di dissentire. Sicuramente il fatto che la linea partenza sia distante dalla prima curva aumenta la velocità in fondo al rettilineo e il rischio di avere un grande impatto durante la fase d’impostazione della prima curva, ma questa distanza non ha una correlazione diretta sulla probabilità di incidenti.

GP Ungheria

Essendo una testata di Formula 1 ci teniamo a fare alcuni esempi che coinvolgono le quattro ruote scoperte. Due dei più grandi incidenti della storia della F1, avvenuti in partenza, sono scaturiti proprio su circuiti dove la distanza tra linea di partenza e prima curva sono abbastanza ridotte. Ricorderete sicuramente Ungheria 2021 dove Lance Stroll, ritardando la frenata fini con il rovinare la gara a sei dei suoi colleghi. Lo stesso Stroll, assieme a Valtteri Bottas, Sergio Perez, Lando Norris e Charles Leclerc furono costretti al ritiro immediato, mentre Max Verstappen e Daniel Ricciardo subirono dei danni, ma riuscirono a chiudere il GP. L’olandese terminò nono, l’australiano fuori dai punti.

Per non parlare del GP del Belgio 2012, dove Romain Grosjean causò l’incidente che avrebbe anche potuto avere gravi conseguenze per Fernando Alonso su Ferrari. Fortunatamente si contarono solamente dei ritiri in quell’occasione, senza gravi conseguenze per i piloti. Quattro per l’esattezza: Romain Grosjean, Lewis Hamilton, Fernando Alonso e Sergio Perez.

Secondo la nostra modesta opinione, difficile prevedere la formazione di incidenti. Certo, avere una linea di partenza più vicina alla prima curva, riduce la velocità delle moto o delle vetture, ma non previene di per sé gli incidenti.

Detto ciò sia la FIM che la FIA si impegnano ogni anno a prendere sempre dei nuovi provvedimenti a favore della sicurezza per prevenire il rischio di incidenti ed evitare che i piloti si facciano male. Anche noi, come tutti i fan, non vorremmo assistere ad episodi che mettono a repentaglio la vita dei conducenti. Crediamo però che dare sempre la colpa al tracciato sia comodo e in questo caso non prevenga, di per sé, il rischio di farsi male. Purtroppo ci sono episodi, come il motorsport spesso ci insegna, che non si possono prevedere.


Foto copertina (incidente Spa 2012): X, Damon FM; Foto interna (incidente Ungheria 2021): Red Bull Racing

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