Montreal, scoppia il caso: sciopero durante il GP di Formula 1
18/05/2026 11:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Questo fine settimana la Formula 1 tornerà finalmente in azione per disputare il quinto round stagionale, quello di Montreal, ma a quanto pare l'appuntamento canadese ha già iniziato a far parlare di sé prima del dovuto, e non per argomenti legati strettamente alle monoposto o ai piloti.

Secondo quanto riportato da The Straits Times infatti un gruppo di spogliarelliste avrebbe annunciato uno sciopero in concomitanza con il Gran Premio del Canada. L'iniziativa mira a esercitare pressione sui proprietari dei locali affinché migliorino i diritti dei lavoratori, proprio mentre milioni di occhi saranno puntati su Montreal per il weekend di gara della Formula 1.

La data scelta dal comitato sarebbe quella di sabato, ovvero quando sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve si disputerà la Sprint. Intervistati, alcuni rappresentanti hanno spiegato poi in dettaglio le motivazioni di questa scelta: "Riteniamo che il Gran Premio sia il momento migliore per agire. I locali sono al massimo dell'affluenza, rendendo questo periodo il più redditizio dell'anno per il nostro capo. È la nostra occasione per mettere a rischio quelle entrate e colpirli dove fa più male. In questo periodo, nonostante la direzione guadagni di più, le ballerine devono sopportare una serie di nuove regole, l'aumento delle quote del bar, l'eccesso di prenotazioni e, in generale, condizioni di lavoro peggiori".

La tariffa del bar è stata oggetto di un attento esame, con il gruppo che lo scorso anno ha fornito dati per illustrare l’entità dell’impatto finanziario che essa ha sui propri membri. Secondo lo SWAC, un locale di Montreal addebitava 110 dollari a serata per le cinque serate degli eventi di F1. Ospitando in media 60 ballerine a serata, l’attività incassava circa 33.000 dollari di entrate solo da queste tariffe. 
La SWAC sostiene quindi che l'attuale definizione di lavoratore conferisca a questi bar un potere eccessivo.

"La realtà è che siamo chiaramente intrappolati in una dinamica di potere tra datore di lavoro e dipendente, e il modello di remunerazione a percentuale avvantaggia solo i datori di lavoro". Il gruppo è poi andato oltre, affrontando la questione dell’overbooking e della sicurezza sul lavoro: "In effetti, hanno tutti i motivi per far esibire il maggior numero possibile di ballerine ogni sera, al fine di massimizzare i propri profitti. Per quanto riguarda la nostra sicurezza, i nostri datori di lavoro mostrano ben poca preoccupazione e ci lasciano a cavarcela da sole".

Oltre a ciò, in conclusione, il gruppo sostiene che, sebbene le ballerine operino come lavoratrici autonome, sono costrette a rispettare determinati orari, requisiti di abbigliamento e altre regole sul posto di lavoro, senza però godere dei benefici e delle tutele di una lavoratrice dipendente.

Proprio riguardo questo argomento, ai microfoni della Montreal Gazette, Celeste Ivy ha dichiarato: "Poiché non siamo lavoratrici dipendenti, non abbiamo accesso alle tutele di cui godono solitamente gli altri lavoratori".

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