La F1 «ritorna al futuro» con il V8. Ma c'è un prezzo da pagare
Ben Sulayem ha ammesso che la FIA potrebbe pensare a reintrodurre i V8 nel prossimo ciclo tecnico, con gioia dei piloti e dei tifosi. L'ostacolo da affrontare, però, sarebbe la stessa Formula 1.

19/05/2026 13:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Nel mondo della Formula 1 si è sempre respirata aria di futuro, di innovazione, ma in questo periodo più che mai c'è incertezza sulla direzione da prendere. Da un lato, la Federazione, insieme ai motoristi, stanno spingendo verso il motore ibrido, i combustibili green e una maggior presenza dell'elettrico. La visione è chiaramente rivolta all'automotive di domani, che deve rispondere a bisogni reali quali il cambiamento climatico. Dall'altra, però, c'è una dichiarazione di Ben Sulayem che va in contraddizione con il desiderio di ricerca e innovazione: il ritorno al V8 (ovviamente elettrificato, ma non troppo).

La notizia è stata ben accettata dai tifosi, dai media e dagli stessi piloti, i quali da tempo predicano un sistema più semplice, più vecchio stile. Con i nuovi motori si divertirebbero anche di più e, di conseguenza, sarebbero liberi di spingere. Il fatto che in tanti vogliano tornare a un mondo meno complesso deve far suonare qualche campanello di allarme ai vertici, perché il rischio è di creare una ferita insanabile tra quello che si ricerca e quello che si vuole: i costruttori hanno bisogno di guardare avanti, di trovar soluzioni per il mercato dei prossimi anni, mentre chi vive il motorsport (pensando meno all'aspetto economico) non vorrebbe così tanta tecnica, che rende impossibile gustarsi lo spettacolo. Le gare di Formula 1 sono diventate un problema di ingegneria, e ormai anche il WEC non pubblica più il BoP con il pretesto che sia troppo complicato da capire. Eppure, se non fosse stato per l'incidente di Bearman, tutto sarebbe passato in sordina: i numeri ci sono, le tribune sono piene, le casse si riempiono e le macchine si sorpassano. Poco importa come.

Fermo restando che non ha senso guardare con il magone agli anni passati, all'epoca in cui i piloti guidavano senza cinture e c'erano incidenti mortali ogni anno, bisognerebbe trovare l'equilibrio. Perché da un lato c'è Liberty Media, con la sua Formula 1 "per i fan", che vuole solo avere più spettacolo, e dall'altro c'è la FIA, che cerca un modo per gareggiare propriamente. In questo frangente, sarà difficile vedere un ritorno al V8, ma il prezzo da pagare rischia di essere una separazione netta tra i due "padroni" dello sport, già in crisi da tempo.


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