Gucci come Benetton, e c’è ancora Briatore: «5 innesti per vincere»
28/05/2026 07:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

L’annuncio di Gucci come nuovo title sponsor della Alpine ha inevitabilmente riportato alla mente una delle operazioni d’immagine e marketing più iconiche della storia della Formula 1 italiana: quella della Benetton Formula. Anche allora, dietro a un marchio fashion capace di rompere gli schemi del paddock, c’era la visione di Flavio Briatore, protagonista di uno dei più sorprendenti “miracoli sportivi” della Formula 1 moderna.

La Alpine continua così il proprio percorso di rilancio puntando su un’immagine più forte, globale e riconoscibile, cercando di trasformarsi da semplice scuderia di metà classifica (ormai neanche più motorista) a progetto realmente ambizioso. E proprio Briatore, oggi consulente esecutivo del gruppo Renault, ha spiegato quanto il team senta di essere vicino a un nuovo salto di qualità.

“Ci manca mezzo secondo. Ma stiamo spingendo. Per noi essere subito dietro ai top team è il primo passo. Sono arrivato soltanto lo scorso anno e il team è ancora giovane, ma la motivazione c’è. A Enstone tutti sono tornati entusiasti.”

Gucci come Benetton, e Briatore sa come fare: «5 innesti per vincere»Flavio Briatore e Francesca Bellettini (Gucci)

Briatore ha poi sottolineato come l’accordo con Gucci vada oltre il semplice aspetto economico: “Questo accordo è importante, ma non si tratta di soldi. Si tratta di avere le persone giuste. Ora ci mancano soltanto alcune persone di qualità, con esperienza. Cinque o sei.”

Parole che ricordano molto da vicino proprio la costruzione della Benetton degli anni Novanta, quando Briatore riuscì a mettere insieme uomini chiave come Ross Brawn, Rory Byrne e un giovanissimo Michael Schumacher, trasformando una squadra outsider in un team campione del mondo. Una rivoluzione costruita più sulle persone e sull’organizzazione che sui budget smisurati.

Oggi il contesto della Formula 1 è completamente diverso, molto più industriale e strutturato, ma il messaggio di Briatore sembra chiaro: la Alpine non cerca soltanto sponsor prestigiosi, cerca soprattutto una struttura tecnica e manageriale solida e appassionata, e può farlo attraverso Gucci.


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